Pretendeva di far visita ad un parente fuori dall’orario stabilito e di portare con sé un bambino all’interno di un reparto che non consente l’ingresso dei più piccoli. E quando l’infermiere che lunedì 15 dicembre era di turno al “San Giovanni Battista” glielo ha impedito, ha iniziato ad insultarlo e minacciarlo. Questi i motivi che hanno fatto scattare le manette ai polsi di un 26enne di origini sinti, ben noto negli uffici del commissariato guidato dal vice questore Adriano Felici, in virtù dei numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, commessi anche con l’uso della violenza, e contro la persona, alcuni dei quali compiuti recentemente.
I reati che gli vengono contestati in quest’ultimo episodio, invece, sono quelli di violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Quando, infatti, il 26enne si è visto respingere le sue richieste ha subito reagito. Inizialmente alzando la voce e poi insultando ripetutamente l’operatore sanitario, arrivando a minacciarlo. All’infermiere il giovane avrebbe detto di non temere l’arrivo della polizia e avvertendolo che, anzi, sarebbe tornato nel reparto con “alcuni suoi amici”. A quel punto l’operatore sanitario ha deciso di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
A raggiungere il reparto è stato, quindi, l’agente in servizio al posto di polizia che si trova all’interno dell’ospedale di Foligno, che ha immediatamente riconosciuto il 26enne. Che, da parte sua, non ha lasciato intendere di voler rinunciare alle sue pretese. Tutt’altro. L’atteggiamento del giovane nei confronti dell’infermiere si è, infatti, ulteriormente inasprito, sia con insulti più pesanti che cercando il contatto fisico, contestandogli anche il fatto di aver chiesto l’intervento della polizia e avvertendolo che, in ogni caso, non aveva alcun timore di finire in carcere.
Ricostruita l’intera vicenda, grazie anche alle testimonianze delle numerose persone che hanno assistito all’episodio, il 26enne è stato arrestato in flagranza per il reato di violenza e minaccia a pubblico ufficiale. A suo carico anche il reato di interruzione di pubblico servizio, dal momento che l’atteggiamento tenuto dal giovane ha comportato disagi nel normale svolgimento delle attività sanitarie all’interno del reparto. Su disposizione del pubblico ministero di turno, l’uomo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza di via Garibaldi in attesa del rito per direttissima.
Per l’ospedale di via Arcamone, dunque, l’ennesimo caso di violenza perpetrata ai danni del personale in corsia e non solo. Diversi, infatti, gli episodi che si sono registrati nel corso dell’ultimo anno e che hanno sempre visto il pronto intervento delle forze dell’ordine a tutela dei lavoratori e dei cittadini che quotidianamente si recano al “San Giovanni Battista”.


















