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Il Capodanno in musica della Filarmonica di Belfiore incanta il “San Domenico”

Organizzato in collaborazione con il liceo musicale di Terni, il concerto di inizio anno all’auditorium ha registrato il sold out. L’assessore Barili: “L’augurio è quello di un 2026 pieno di energia”

Pubblicato il 5 Gennaio 2026 10:29

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“In marcia!”. È il titolo del consueto concerto di inizio anno della Filarmonica di Belfiore, che all’auditorium San Domenico, giovedì primo gennaio, ha registrato un vero e proprio sold out. L’esibizione è stata in collaborazione con il Comune di Foligno, che ha anche dato il patrocinio all’iniziativa, e l’assessore Decio Barili portando i saluti dell’intera giunta, ha augurato per il nuovo anno un’atmosfera di “energia positiva”, affermando: “Una nuova congiunzione astrale favorevole si è allineata con il cambio dell’anno e l’augurio è quello di un 2026 pieno di energia”. Un’ energia che la Filarmonica di Belfiore non ha disatteso.

Nella collaborazione hanno avuto un ruolo importante i giovani musicisti del liceo musicale “Angeloni” di Terni, con il progetto di alternanza scuola lavoro. “I ragazzi insieme alle famiglie hanno sacrificato parte delle loro vacanze natalizie per le prove”: così Andrea Raponi, presidente della Filarmonica, facendo gli onori di casa ha ringraziato le famiglie e gli alunni coinvolti.

La Filarmonica, sotto la direzione del maestro Marco Pontini, ha offerto al pubblico un’esibizione memorabile, trasformando il palco in un ponte temporale attraverso i secoli. Il repertorio, incentrato sul tema della marcia, ha intrecciato teatro, spettacolo e storia musicale, guidando l’ascolto con un filo conduttore centrato. L’apertura è stata affidata alla celebre marcia de “Lo Schiaccianoci” di Čajkovskij, icona delle feste natalizie, che ha catturato l’essenza festosa di questo periodo. Il viaggio è passato attraverso la possente “Marcia militare” di Schubert, dove il fragore delle armi e dei cannoni ha preso vita in un’esecuzione realistica, per passare alla “Marcia trionfale” della Aida, fino alla “Marcia funebre di una marionetta”, sottofondo che Hitchcock utilizzò più volte nei suoi film. 

Non è mancato un omaggio contemporaneo, con Crazy Tune March, composizione originale dello stesso maestro Pontini, nata per un concorso musicale. In chiave scherzosa, il brano interpreta il rumore della manopola di sintonizzazione di una radio, trasformandolo in un’armonia di ascolto ineguagliabile. La chiusura ha portato il pubblico nel mondo cinematografico con la “Marcia circense” di Nino Rota, tratta dal film “Otto e mezzo” di Fellini, con la malinconica “Passerella di addio”. Qui, valzer intrisi di circo e jazz hanno magistralmente ritratto gli stati d’animo tormentati di Mastroianni nell’interpretazione di Anselmi, che così hanno chiuso l’arco narrativo temporale. Sul bis, il maestro Pontini ha salutato il pubblico con un gesto partecipativo, invitando tutti a battere le mani al tempo della musica, come atto di  gioia condivisa.

Un concerto che non solo ha celebrato la versatilità della marcia, ma ha unito le diverse generazioni in un applauso unanime.

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