Dimezzati gli sforamenti di pm10 nel 2025. Nel corso dei 12 mesi appena trascorsi, sono state 13 le giornate da bollino rosso registrate dalla centralina di Porta Romana dell’Arpa Umbria. Un risultato positivo se confrontato con quello dell’anno precedente quando nella città della Quintana gli sforamenti dovuti a una scarsa qualità dell’aria erano stati 23.
Ad essere registrati – come detto – i livelli di pm10: piccole particelle inquinanti presenti nell’aria che respiriamo, di natura sia organica che inorganica, capaci di assorbire sulla loro superficie diverse sostanze con proprietà tossiche come solfati, nitrati, metalli e composti volatili. Come spiegato da Arpa Umbria, le pm10 possono essere inalate e penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio dal naso alla laringe.
In particolare, a Foligno, le giornate con picchi più elevati di inquinante sono state registrate nei mesi più freddi dell’anno. Mesi in cui è più frequente l’innalzamento delle polveri fini a causa dell’inversione termica. Un fenomeno che, portando aria calda ad altitudini medie e aria fredda in basso, causa lo schiacciamento delle polveri al suolo impedendo la dispersione degli inquinanti.
Il primo bollino rosso del 2025 è stato registrato proprio a Capodanno, con uno sforamento pari a 89 microgrammi al metrocubo di pm10. Un picco probabilmente dovuto anche ai botti sparati in occasione dei festeggiamenti per l’ultima notte dell’anno.
Il secondo sforamento è stato registrato l’8 febbraio con una concentrazione di 59 microgrammi. Non distante il dato osservato esattamente un mese dopo, l’8 marzo, con una concentrazione di inquinante pari a 51.
Per tutto il resto dell’anno, poi, non sono stati registrati sforamenti. Fino ad arrivare a dicembre quando sulla valle umbra si è abbattuta una coltre di nebbia persistente che ha avvolto “la conca” quasi per tutta la prima metà del mese.
Le concentrazioni elevate di inquinanti sono quindi iniziate il 1° dicembre con 86 microgrammi di pm10 al metro cubo. Pari a 77, invece, lo sforamento del 2 dicembre. A seguire il 9, 10 e 11 dicembre sono stati rispettivamente registrati livelli pari a 73, 96 e 76. Nel corso del mese i picchi di inquinanti sono andati di pari passo con il perdurare dei banchi di nebbia che hanno impedito il ricircolo dell’aria. In particolare, il 14, il 15 e il 16 dicembre sono stati registrati sforamenti rispettivamente pari a 52, 81 e 101.
Il 23 e il 29 dicembre hanno chiuso il 2025 con due giornate da bollino rosso, con livelli di pm10 pari a 53 e 54 microgrammi al metro cubo.





















