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Gli effetti collaterali del caso Castellani: Giunta in affanno e polemiche

Finiscono in Giunta e in Consiglio gli strascichi della vicenda di cronaca che ha coinvolto l’ex dirigente dell’Area Lavori Pubblici del Comune di Foligno, Francesco Maria Castellani. Tensioni in maggioranza sul dossier Lavori pubblici. L'opposizione all'attacco su nidi e riorganizzazione

Pubblicato il 28 Gennaio 2026 10:58 - Modificato il 29 Gennaio 2026 15:09

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La vicenda di cronaca che ha coinvolto l’ex dirigente dell’Area Lavori Pubblici del Comune di Foligno, Francesco Maria Castellani, continua a produrre effetti che vanno oltre il piano giudiziario. Le dimissioni del dirigente hanno infatti aperto una fase complessa che l’amministrazione comunale ha gestito con affanno, trasformando un passaggio di consegne delicato in un caso politico. L’Area Lavori Pubblici e Servizi scolastici, già alle prese con cantieri strategici e con le scadenze legate ai fondi PNRR, è diventata così nel giro di pochi giorni terreno per una sequenza di decisioni e repentini cambi in corsa che hanno generato confusione negli uffici e tensioni all’interno della Giunta. Con propagazioni e polemiche anche tra le forze politiche. Proviamo a ricostruire quanto accaduto e ciò che sta tutt’ora accadendo intorno a una vicenda che, a quanto pare, è lungi dall’essere chiusa.

Il nodo Manili e lo stop improvviso

Il primo passaggio critico riguarda la mancata nomina dell’ingegnere Valentino Manili, inizialmente indicato come successore di Castellani. Una scelta che, secondo quanto emerso, era stata sostenuta dall’assessore ai Lavori pubblici, Marco Cesaro, e che era stata addirittura già comunicata agli uffici comunali prima del dietrofront. Un’indicazione accolta con favore dalla struttura tecnica, ma improvvisamente bloccata. Lo stop sarebbe arrivato direttamente dal sindaco Stefano Zuccarini quando il percorso appariva definito. Un intervento inatteso che ha spiazzato l’assessore e creato un primo evidente cortocircuito politico-amministrativo.

Linterim a Daidone, una soluzione durata pochi giorni

Archiviata la soluzione Manili, il Comune ha optato per una nomina ad interim, affidando l’Area a Simonetta Daidone, già comandante della Polizia municipale. Una scelta tampone che avrebbe dovuto garantire operatività, e riportare un clima sereno, ma che si è rivelata di brevissima durata: nel giro di pochi giorni Daidone ha rinunciato all’incarico, rimettendo la decisione nelle mani del sindaco. Un ulteriore passaggio che ha contribuito ad alimentare la percezione di una gestione incerta.

La nomina di Anna Conti e il tentativo di normalizzazione

Arriviamo ai giorni scorsi e all’incarico di responsabile dell’Area Lavori Pubblici affidato, attraverso un altro interim, all’architetta Anna Conti, già dirigente dell’Area Governo del Territorio. Una scelta che, almeno formalmente, sembra chiudere la fase emergenziale e sulla quale, sul piano delle competenze, non sono emerse contestazioni.

Il retroscena: il gelo in Giunta e partiti in fibrillazione

Dietro la sequenza di nomine e dietrofront si cela però un problema più profondo. Il caso Castellani avrebbe fatto emergere tensioni all’interno della Giunta soprattutto per l’evidente scollamento tra indirizzo politico, comunicazione e gestione amministrativa. Una questione che ha aperto una frattura interna non ancora ricomposta completamente. Il dietrofront sulla nomina Manili, inoltre, avrebbe anche lasciato strascichi tra i gruppi consiliari dei partiti della maggioranza che governa la città, creando malumori tra i partiti più rappresentativi.


La sinistra punta il dito: nel mirino nomine, nidi e la riorganizzazione degli uffici

A sinistra qualcuno batte un colpo. Sulla vicenda delle nomine si registra il duro affondo di Foligno in Comune con un post molto critico in cui si evidenzia la mancanza di una linea condivisa nella gestione del dossier Lavori pubblici e Servizi per l’educazione, di una comunicazione chiara e di un coordinamento politico-amministrativo efficace. “Ci troviamo di fronte a situazioni imbarazzanti da parte di una classe politica chiamata ad amministrare la città, ma che all’interno del palazzo è incapace di comunicare tra assessorati, Sindacatura, uffici e personale”, scrivono. Il Partito Democratico è sceso in campo, invece, sulla questione dei nidi e sulla riorganizzazione degli uffici comunali. Sul primo punto c’è un’interrogazione che chiede conto alla Giunta delle scelte sull’organico e sulla gestione dei contratti nei nidi comunali, evidenziando alcune criticità che fanno presagire un futuro incerto per il servizio. Anche sulla riorganizzazione del personale e della dirigenza dell’Ente i Dem hanno depositato un’interrogazione per capire innanzitutto le motivazioni di una scelta così impattante sull’attività amministrativa, se ne sono stati valutati i rischi, quali le criticità alla base e se è stata attivata una fase di partecipazione. 

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