Il nuovo ospedale “San Giovanni Battista” di Foligno ha celebrato i suoi primi vent’anni. E lo ha fatto con un convegno dedicato al racconto del nosocomio, incentrato sulla sua storia, sulla visione della struttura che, sin dal primo giorno punta a mettere la persona al centro, ma anche sulle prospettive future.
“Oggi celebriamo il ventennale del nosocomio che ci appare diverso rispetto a quando è stato fondato – è intervenuta la direttrice del presidio ospedaliero, Orietta Rossi –. In questi anni abbiamo assistito ad un incremento delle attività sia per quanto riguarda i ricoveri, soprattutto per le urgenze, che per le attività ambulatoriali. Anche in considerazione dell’innalzamento dell’indice di invecchiamento della popolazione. Un fattore che va a discapito dell’attività chirurgica programmata. Allo stesso tempo questi 20 anni – ha proseguito – hanno portato allo sviluppo di nuove discipline che non erano presenti al momento dell’apertura”.
Discipline quali l’oncologia medica che, come spiegato dalla direttrice, all’inizio era inglobata dalla medicina. Per quanto riguarda invece le branche chirurgiche si è passati da una chirurgia generale a una specialistica “come la chirurgia senologica, con il centro di breast unit, passando per la chirurgia toracica e vascolare”.
Un ospedale che non si ferma, ma guarda al futuro anche grazie a una serie di interventi strutturali. A partire dal consolidamento antisismico, iniziato lo scorso anno e che terminerà entro il 2026. Inoltre “è previsto a breve – ha precisato Orietta Rossi – l’ampliamento della terapia intensiva che passerà da 10 a 13 posti letto, con un trasferimento dell’attività presso il modulo Arcuri, che ci era stato consegnato durante il periodo del Covid”.
In programma anche un ampliamento del pronto soccorso, che verrà attivato entro la fine dell’anno. “Un intervento altrettanto necessario – come specificato sempre dalla direttrice del ‘San Giovanni Battista’ –, poiché questa è una delle attività esplose nell’ultimo anno, considerando che nel 2025 abbiamo registrato 48mila accessi al pronto soccorso”.
“Nel prossimo futuro – ha concluso – sarebbe auspicabile integrarci bene con il territorio, utilizzando anche modelli di cura alternativi, soprattutto con follow-up volti alla prevenzione della riacutizzazione della patologia cronica, per prevenire i ricoveri e avere posti letto in più. Posti letto ora occupati che potrebbero essere impiegati per l’attività chirurgica senza nulla togliere al paziente che deve essere sempre al centro”.
Una volontà, quella di porre il paziente al centro, portata avanti dal nuovo ospedale di Foligno sin dalla sua creazione, come ricordato da Maria Rita Lorenzetti, già presidente della Regione Umbria dal 2000 al 2010. “Anche nel progetto architettonico c’era l’obiettivo di far sentire il cittadino, che diventa paziente in un momento di fragilità, in un ambiente familiare che richiamasse casa”.
Una storia che, però, comincia molto prima di vent’anni fa, come spiegato dalla stessa Lorenzetti. “Il vero atto di nascita di questo ospedale è del 1968 e corrisponde a quando la giunta Brinati del Comune di Foligno inserì nel piano regolatore la previsione del nuovo nosocomio, affidando l’incarico all’architetto Marello. Alla fine degli anni Ottanta – ha proseguito – cominciò a diventare indispensabile ed evidente la necessità di un nuovo ospedale per l’obsolescenza delle strutture e la difficoltà di accesso alla vecchia struttura situata in centro storico. Fondamentale per mantenere alta l’attenzione intorno al tema fu Orfeo Carnevali un vero innovatore. Consigliere comunale prima e presidente dell’Usl poi”.
Tappa fondamentale, quanto terribile, fu il sisma del 1997 che però portò a una svolta che confermò la definitiva urgenza di dotarsi di un nuovo ospedale. Come ripercorso da Lorenzetti, furono diverse le risorse messe a disposizione dalla legge della ricostruzione. “Finanziamenti che però non bastavano per fare tutto. In quegli anni capitò a me di essere presidente della commissione ambiente, territorio e lavori pubblici. Proposi quindi, d’accordo con Regione e Comune, all’allora ministro della Sanità Rosi Bindi, di rendere disponibile l’uso delle risorse ex articolo 20 che mettevano a disposizione ingenti risorse per l’edilizia sanitaria. Il ministro accettò – ha ricordato – e concordò anche sulla necessità di dotare l’Umbria di ospedali più sicuri. Nel frattempo, diventai presidente della Regione e grazie alla legge di ricostruzione e alle risorse assegnate ci fu una forte accelerazione nella costruzione del nuovo ospedale, che inaugurammo nel gennaio del 2006”.
“Questo ventennale – ha concluso – cade in un momento importante per il governo della sanità in Umbria. È la stagione del piano socio-sanitario 2025-2030. È il momento delle scelte. Sono necessari una visione e un disegno che si innervino in modo equilibrato sui territori e che rendano interattivo il sistema sanitario regionale per professionisti e cittadini”.
Tra gli interventi anche quello del presidente Commissione sanità del Senato, Francesco Zaffini, che ha sottolineato come l’ospedale abbia cambiato gli assetti dell’assistenza sanitaria nella Regione auspicando “una sempre maggiore attenzione alla sanità del territorio e di prossimità”. Sottolineando come in questo senso il progetto “del terzo polo sanitario garantiva un’idea di primo livello per distribuire prestazione e assistenza”.
“Oggi siamo qui tutti insieme – ha poi detto la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – con grande coesione. Una coesione che stiamo portando avanti, anche se non si direbbe dai consigli regionali, ma che c’è nel lavoro delle commissioni e in quello che stiamo mettendo in atto per la sanità pubblica”.
Ad intervenire anche la presidente dell’assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi che ha detto come l’apertura del nuovo nosocomio “rappresenti il simbolo di una classe dirigente visionaria e lungimirante, capace di reperire e convogliare fondi e investimenti nazionali e regionali per la realizzazione di strutture di qualità”.
Il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, ha invece sottolineato l’importanza del “San Giovanni Battista”, come punto “di eccellenza e pilastro fondamentale della sanità comune. Esprimo un auspicio alla presidente e alla giunta regionale: che questa realtà possa crescere ed essere sempre più migliorata e valorizzata”.
A portare la parola di monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico delle diocesi di Foligno Assisi-Nocera Umbra Gualdo Tadino, monsignor Luigi Filuppucci, vicario episcopale per i problemi sociali e ambientali della Diocesi di Foligno: “L’ospedale – ha detto – richiama i più alti valori morali, civili e spirituali legati alla cura della persona. Scopriamo l’amore nel servire i malati, così realizzeremo un futuro certo e dignitoso per tutte le persone e il territorio”.


















