Fermo lungo il marciapiede in viale Roma, sembrava stesse aspettando qualcuno. Ed è stato proprio quest’ultimo elemento che, nel pomeriggio di sabato 4 aprile, ha spinto gli agenti della Polizia di Stato di Foligno, in quel momento impegnati in un servizio di pattugliamento del territorio, a procedere con un controllo. Anche perché la persona in questione era un volto già noto agli uomini della Volante, in virtù dei suoi precedenti per reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio.
Il giovane, un 26enne di nazionalità albanese, è stato così perquisito e trovato in possesso di poco meno di 7 grammi di cocaina, suddivisi in 10 dosi, ma non solo. Addosso, infatti, i poliziotti gli hanno trovato anche 400 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. La droga e i soldi sono stati sequestrati, mentre lo straniero è stato portato negli uffici del commissariato di via Garibaldi. Lì, una volta redatti gli atti di rito, è stato arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio.
Su disposizione del pubblico ministero di turno, il 26enne è stato trattenuto in camera di sicurezza, in attesa di essere giudicato per direttissima. Nella giornata di lunedì 6 aprile, all’esito dell’udienza davanti al Gip del Tribunale di Spoleto, è stato convalidato l’arresto del giovane. A suo carico è stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora in Umbria.
Il giovane già negli scorsi mesi era finito nei guai. A dicembre 2025, infatti, il 26enne era stato denunciato a piede libero, dopo che era stato coinvolto in un’altra operazione antidroga condotta sempre dal personale agli ordini del vice questore Adriano Felici. In quell’occasione, come detto, il giovane era stato solo denunciato, dal momento che il suo ruolo nell’attività di spaccio era stato considerato dagli inquirenti marginale rispetto a quello di un altro ragazzo, un 20enne sempre di nazionalità albanese, che invece era stato arrestato dopo essere stato trovato in possesso di 43 dosi di cocaina per un peso complessivo di 25 grammi.
Secondo quanto emerso, infatti, il 20enne aveva messo i piedi una consistente attività di spaccio nella zona di via Piave, nella quale il 26enne aveva però avuto un ruolo più defilato. A entrambi, inoltre, era stato contestato il reato di invasione di terreni o edifici, avendo occupato abusivamente l’abitazione che condividevano.




















