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Mevania Wine Festival: a Bevagna il vino si fa cultura del rispetto e lotta al femminicidio

Presentata a Palazzo Cesaroni l’edizione 2026 in programma sabato 2 maggio. Tra eccellenze Slow Wine e 56 cantine, il festival omaggia la memoria di Marisa Leo e Donatella Briosi con un impegno concreto per la formazione delle giovani donne

Pubblicato il 16 Aprile 2026 12:21 - Modificato il 17 Aprile 2026 15:11

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Palazzo Cesaroni ha ospitato la conferenza stampa di presentazione del Mevania Wine Festival, l’evento in programma a Bevagna per sabato 2 maggio. L’appuntamento, dedicato alla cultura del vino e alla valorizzazione di un modello produttivo fondato sui principi del “buono, pulito e giusto”, quest’anno ha previsto un plus, quello della sensibilizzazione sulla violenza di genere. La manifestazione ricorderà, infatti, due donne appartenenti a “Le Donne del Vino”, Donatella Briosi, sommelier di Pescara, e Marisa Leo, responsabile marketing e comunicazione di una cantina del trapanese, uccise per mano degli ex compagni.

La presentazione si è svolta nella sala della Partecipazione, nel cuore delle istituzioni regionali umbre, in cui la presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, ha fatto gli onori di casa. “Sono contenta di ospitare qui la presentazione del Mevania Wine Festival da cui partono due messaggi importanti – ha dichiarato -. Il primo per la promozione dell’enorme patrimonio enogastronomico della nostra regione dove il vino non è solo prodotto ma identità, tradizione, paesaggio, storia e anche innovazione. Il secondo è attuale, importante, delicato e forte visto che la manifestazione è dedicata a due donne del vino che non ci sono più per due casi di femminicidio. Vogliamo quindi cogliere l’occasione per ricordare che il femminicidio non è un momento di follia ma un fatto culturale e come tale va affrontato e combattuto, con la cultura del rispetto”.

Nella presentazione, Mario Gammarota, per l’associazione culturale Share che organizza il Mevania Wine Festival ha poi affermato: “Vogliamo raccontare la terra e i suoi artigiani del vino ma anche l’anima del territorio, quella della pace e della non violenza. Questa edizione è dedicata a due donne del vino vittime di femminicidio, la cui vita è stata spezzata dalla violenza. Vogliamo ricordarle, onorarle e trasformare il loro ricordo in un impegno concreto. Questa dedica rappresenta una scelta chiara: ci schieriamo senza esitazioni contro ogni forma di violenza sulle donne e promuoviamo una cultura fondata sull’affettività, sull’amore e sul rispetto reciproco. Crediamo che la sensibilizzazione passi anche attraverso i luoghi di incontro di comunità e di bellezza come il nostro festival. Grazie alla collaborazione con la delegazione regionale delle Donne del Vino e al sostengo della Regione Umbria e dell’Assemblea legislativa regionale vogliamo contribuire a diffondere consapevolezza e responsabilità affinché nessuna storia come la loro venga dimenticata”.

Per il secondo anno il festival coinvolge Le Donne del Vino Umbria, e la vice delegata Loredana Sarpe, portando i saluti della delegata Cristiana Chiacchierini, ha spiegato che “l’impegno, che sentiamo da donne prima ancora che da produttrici, da cui nasce ‘Essenze di Vite’, è il progetto nazionale delle Donne del Vino, dedicato anch’esso a Marisa e Donatella, che dà a giovani donne la possibilità di formarsi come sommelier, offrendo loro un’opportunità di lavoro nel settore, trasformando così la memoria in futuro. E quest’anno, l’Umbria è tra le regioni scelte dall’associazione nazionale per la selezione della futura sommelier, che è stata individuata tra le allieve dell’Istituto alberghiero ‘Casagrande’ di Terni. Noi Donne del Vino – ha concluso – siamo qui per raccontare e valorizzare il vino, ma soprattutto vogliamo operare per valorizzare il lavoro e il ruolo delle donne nel settore enologico e nella società in generale. E non solo per le donne che ci sono e per quelle che verranno, ma anche per quelle che non ci sono più. Grazie, quindi, al Mevania Wine Festival, per la sensibilità dimostrata e per lo spazio che ha voluto riservare alle donne del vino”.

A seguire, lo spazio ha previsto un intervento in collegamento video, della mamma di Marisa Leo, Antonina Cammarata, che ha dato vita all’associazione “Marisa Leo per la Cultura del Rispetto APS”, della quale è presidente. Insieme a lei anche la vice presidente Samantha Di Laura. Ringraziando l’organizzazione del festival per mantenere vivo il ricordo di Marisa e Donatella, ha spiegato che “tenere viva la memoria attraverso questi eventi importanti, vuol dire tenere un faro acceso sulla lotta alla violenza di genere e coltivare un terreno fertile per l’affermazione della cultura del rispetto”.

Le cantine presenti al Chiostro di San Domenico, sabato 2 maggio saranno ben 56, di cui 14 del territorio di Bevagna, tutte accomunate dall’appartenenza a Slow Food, aderenti alla Slow Wine Coalition, come spiegato da Stefano Tonanni, referente Slow Wine Umbria: “Buono, per un vino di qualità, piacevole, sano, espressione del territorio e privo di difetti enologici. Pulito, perché prodotto con tecniche sostenibili che rispettano l’ambiente, la biodiversità e la salute del consumatore, evitando la chimica di sintesi. E giusto, perché garantisce equità sociale ed economica, un prezzo dignitoso per il produttore e il rispetto dei diritti dei lavoratori”.

Per Bevagna il festival è un modo per raccontare il proprio territorio e la sua storia, oltre a valorizzare l’aspetto culturale della cittadina e la grande vocazione all’ accoglienza. “Oltre a promuovere Bevagna, riflettiamo – ha commentato la sindaca Annarita Falsacappa -. È l’occasione per sottolineare problematiche importanti e di attualità come quella della violenza di genere”.

I soggetti istituzionali e i promotori dell’iniziativa, hanno illustrato il programma della manifestazione e il significato di un appuntamento che vuole mettere al centro, il vino, come espressione autentica del territorio umbro, senza tralasciare l’attenzione alle tematiche attuali sulla violenza di genere, volendo dimostrare di poter avere una stessa voce.

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