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Palestra “ex Nazario Sauro”, arriva la risoluzione del contratto della ditta appaltatrice

Dopo essere stata fermata da un ricorso per accertamento tecnico preventivo, è ripartita la procedura burocratica che permetterà al Comune di rimettere le mani sul cantiere di viale Marconi. Cesaro "Stiamo lavorando per trovare le risorse utili a finire i lavori"

Pubblicato il 23 Giugno 2026 17:20 - Modificato il 24 Giugno 2026 15:29

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Per la nuova palestra “Ex Nazario Sauro” la svolta sembra avvicinarsi. Attraverso una determina dirigenziale del 23 giugno, l’Area Lavori pubblici del Comune di Foligno ha ufficializzato la riattivazione del procedimento di risoluzione del contratto di appalto dei lavori di realizzazione alla ditta C&D Srl, a cui erano stati affidati per circa un milione di euro nel 2022.

Di fatto, quella che si prefigura con la riattivazione del procedimento di risoluzione è una situazione che prevede lo sblocco di un cantiere, quello di viale Marconi, fermo dall’estate del 2024, mentre è contemporaneamente in corso una causa di merito che vede il Comune di Foligno impegnato nel farsi riconoscere nei confronti della ditta un credito superiore a 350mila euro.

“Il procedimento di risoluzione – ha detto a Rgunotizie l’assessore ai Lavori Pubblici, Marco Cesaro –, riprende quella avviata nel 2024 che era rimasta sospesa anche dopo la fine del ricorso per l’accertamento tecnico preventivo. L’obiettivo, ora, è quello di tornare il prima possibile in possesso del cantiere, perché vogliamo programmare e comprendere quanto costeranno gli interventi per terminare l’opera”. 

TUTTE LE TAPPE DAL 2022 AD OGGI

I problemi nella realizzazione dell’impianto, secondo quanto riportato nella determina, sarebbero iniziati quando, legittimamente, la ditta aveva chiesto al Comune un anticipo del 30% dell’importo contrattuale, senza però fornire una garanzia fideiussoria valida. A questo, poi, sarebbe anche seguita la mancata consegna nei tempi previsti dei documenti di sicurezza necessari alla partenza dei lavori.

A gennaio 2023 il Comune di Foligno aveva sollecitato la ditta affidataria, ma gli sviluppi sono arrivati solo a fine febbraio 2024, quando tutta la documentazione necessaria era stata presentata da C&D Srl. Pochi giorni dopo palazzo Orfini Podestà, “al fine di addivenire alla realizzazione dell’opera indispensabile alle attività didattiche degli istituti scolastici limitrofi già per l’Anno Scolastico 2023-2024”, aveva provveduto a pagare l’anticipo del 30%, pari a circa 330mila euro.

Da lì, aveva preso il via una serie di eventi che aveva visto la ditta presentare richieste di subappalto senza le formalità necessarie, che il Comune aveva respinto. Ciò aveva fatto slittare l’inizio effettivo degli interventi al 26 aprile 2023, sei mesi dopo la consegna dei lavori da parte dell’Ente, avvenuta il 2 novembre 2022.

Secondo quanto riportato nella determina firmata dal dirigente Manili, “dall’effettivo inizio dei lavori avvenuto il 26 aprile 2023, sino al 7 luglio, i lavori erano stati caratterizzati da un numero di operai insufficiente, dall’assenza in cantiere del direttore tecnico dell’impresa, con conseguenti errori esecutivi rilevati dalla direzione lavori e con interruzioni delle lavorazioni senza alcuna giustificazione da parte dell’impresa, come facilmente rilevabile dalle annotazioni riportate nel giornale dei lavori ad evidenziare un anomalo andamento dei lavori”. Proprio al 7 luglio 2023, l’avanzamento dei lavori constatato era risultato solo del 20,13%.

A giugno 2024, mentre la direzione lavori “continuava a registrare anomalie del cantiere”, la ditta avrebbe tentato per due volte di forzare l’emissione del terzo Stato avanzamento lavori (SAL n. 3), dichiarando il superamento della soglia contrattuale del 60% degli interventi.

Tuttavia, la direzione Lavori aveva respinto e contestato immediatamente entrambe le richieste, accertando che le contabilità presentate dall’impresa contenevano gravi irregolarità, includendo infatti lavorazioni mai eseguite e, nel documento consegnato a mano il 17 luglio 2024, circa 80.000 euro di voci duplicate. 

Di conseguenza, l’avanzamento reale era risultato inferiore alla percentuale minima necessaria per far scattare il pagamento. Al contempo, all’8 agosto 2024 la direzione lavori aveva constatato che i progressi erano fermi al 51% dell’appalto, mentre il termine ultimo per l’ultimazione era stato fissato al 29 febbraio dello stesso anno. 

Dopodiché alla questione si era aggiunta la richiesta di una ditta subappaltatrice al Comune, di pagare le fatture non saldate da C&D Srl. In più, quest’ultima, aveva promosso un ricorso per Consulenza Tecnica Preventiva davanti al Tribunale di Spoleto R.G. nei confronti del Comune di Foligno.

Davanti a tale situazione, nella determina viene sostenuto come “l’ammontare complessivo delle penali applicate per il ritardo ha raggiunto il limite massimo di legge pari al 10% dell’importo contrattuale”, ma anche come fossero presenti “gravi carenze nell’applicazione delle misure di sicurezza, quali la presenza di ponteggi privi di idonei ancoraggi, sottoponti, parapetti e tavole fermapiede”.

In aggiunta, la polizia locale del Comune di Foligno, secondo quanto emerge dalla determina, avrebbe ”accertato la presenza all’interno del cantiere, a cancelli chiusi, di maestranze non autorizzate e l’introduzione abusiva di soggetti terzi mediante lo scavalcamento della recinzione di cantiere”.

Secondo il documento sarebbero stati riscontrati anche difetti strutturali gravi, come “le mensole anti ribaltamento delle pareti”, che “sono state realizzate in tempi successivi rispetto al getto delle pareti stesse, con un calcestruzzo confezionato in cantiere che alle prove di laboratorio è risultato di resistenza meccanica insufficiente”, o “l’appoggio delle travi principali in legno lamellare sul cordolo sommitale è stato eseguito senza l’interposizione delle piastre in neoprene” e “con l’utilizzo di sistemi di fissaggio parziali e viti non passanti”.

Al netto di ciò, come detto, il Comune ha dichiarato l’avvio della procedura di risoluzione del contratto di appalto in danno dell’appaltatore C&D Srl “per grave inadempimento, grave ritardo e gravi violazioni delle norme in materia di sicurezza”. 

“A questo punto – ha sottolineato l’assessore Cesaro –, dobbiamo trovare diversamente le risorse per completare la palestra e rimetterla a disposizione della cittadinanza e degli studenti. Siamo già al lavoro per cercare soluzioni. La ‘Ex Nazario Sauro’ serviva per completare il circuito di strutture cittadine. Ora – ha concluso – aspettiamo che la burocrazia faccia il suo corso e che anche nella causa di merito ci venga riconosciuta la ragione”. 

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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