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Vus, entro settembre il nuovo direttore. Intanto la differenziata raggiunge il 67%

In seconda commissione si è svolta l'audizione dei vertici dell'azienda. Chiamati a rispondere sulle criticità rispetto all'igiene urbana, hanno fornito i dati della raccolta al 7 luglio 2026. Guanciarossa: "Al lavoro in vista della scadenza della gestione"

Pubblicato il 7 Luglio 2026 23:22

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La raccolta differenziata continua a migliorare e, se i pronostici saranno rispettati, a settembre arriverà anche il nuovo direttore generale. Sono queste le principali novità emerse dall’audizione dei rappresentanti di Valle Umbra Servizi nel corso dell’ultima seduta della seconda commissione consiliare, quando i rappresentanti di maggioranza e minoranza hanno interpellato gli ingegneri Danilo Vivarelli e Enrico Lattanzi, rispettivamente dirigente del settore igiene e ambiente e responsabile del servizio raccolta, oltre a Giada Guanciarossa, unico membro del Consiglio d’amministrazione dell’azienda presente.

A fare la voce grossa, nel corso dell’assise, sono stati senza dubbio i dati sulla raccolta differenziata al 7 luglio del 2026. Sollecitato da i consiglieri di entrambi gli schieramenti a riferire rispetto a quelle che sono state definite “magre condizioni” dell’igiene cittadina, come conseguenza di un “fallace servizio di raccolta”, Vivarelli ha spiegato che l’attuale calendario per le utenze del centro “è il risultato di una prima variazione fatta a febbraio 2026 e di una correzione occorsa a maggio scorso”. 

Sul fronte numerico, l’ingegner Lattanzi ha spiegato che “la raccolta di rifiuti organici delle utenze domestiche nel centro storico è migliorata del 6% nel periodo che va dal primo gennaio al 7 luglio 2026, per quelle non domestiche addirittura del 44%”. “Allo stesso tempo – ha proseguito il responsabile del servizio raccolta –  stiamo intercettando un meno 37% dei rifiuti indifferenziati. Diminuire l’indifferenziato è un dato estremamente positivo, perché significa un netto miglioramento nella differenziata”.

Sugli effetti della riorganizzazione, poi, è stato sottolineato come “a Foligno, al 7 luglio 2026 il rifiuto indifferenziato è sceso dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e, in termini cumulativi, c’è un -16% rispetto al 2025”. I risultati sono arrivati anche nello spazzamento meccanizzato, che secondo quanto illustrato da Lattanzi quest’anno registra un 16% in più di residui intercettati”. Anche il dato che interessa più di tutti, cioè quello della raccolta differenziata totale, migliora. “A luglio 2026 – ha concluso –, rispetto al 2024, la differenziata è cresciuta del 6,7% e del 2% rispetto al 2025, arrivando al 67%. Questo dato però è sottostimato perché non comprende i flussi non gestiti ed è ragionevole pensare che in realtà si parli del 67,5%”.

In aggiunta, i tecnici presenti, hanno anche illustrato come siano in vigore dei piani per l’efficientamento del servizio nelle frazioni della città, in particolare in quelle di San Vittore, Uppello, Scandolaro, Capodacqua e nell’area montana, dove non sempre il ritiro porta a porta è in funzione e spesso si verificano abbandoni.

I numeri forniti da Vus, per quanto positivi, non hanno pienamente convinto i consiglieri presenti. A distinguersi per durezza, quasi con sorpresa dei presenti, sono stati i consiglieri di maggioranza Leonardo Pacini e Angelo Riccioni (Fratelli d’Italia), che oltre a chiedere conto di “un servizio che oggi non funziona”, hanno sottolineato come “davanti agli ottimi dati resi dagli ingegneri presenti, resta il fatto che Foligno è una città sporca ed è evidente che qualcosa non stia funzionando”.

Dopo aver sollevato anche la questione relativa al direttore generale, di cui Vus è orfana dallo scorso febbraio, Riccioni ha attaccato direttamente l’amministrazione aziendale, a partire dall’assenza del presidente Paolo Ernesto Arcangeli: “Quando la città chiama, gli amministratori devono rispondere. Trovo sconcertante – ha tuonato – l’assenza del presidente, sulla base della cui presenza è stata convocata la commissione stessa. La città non è pulita, il servizio non funziona, ma le casse sono piene”. “Chiedo – ha proseguito – che venga convocata una nuova commissione in cui sia presente, cosicché possa rendere conto della linea politica data all’azienda che amministra. I cittadini devono sapere perché viene gestita in questo modo”.

Un attacco frontale che risulta senza dubbio inaspettato, se non singolare, per un semplice motivo: il presidente di Valle Umbra Servizi viene nominato dall’assemblea dei soci, in questo caso i 22 Comuni che ne fanno parte. Tra questi, quello di Foligno detiene oltre il 47% delle quote, risultando quindi il socio di maggioranza e potendo, in tale veste, vantare un peso ben maggiore rispetto a tutti gli altri Comuni. Questo significa che l’attuale presidente è stato scelto con il benestare dell’attuale amministrazione folignate, che, ça va sans dire, è espressione della stessa maggioranza di cui fanno parte gli stessi Pacini e Riccioni. 

Per non tornare a parlare di cortocircuito, come è già avvenuto nelle scorse settimane riguardo ad altre vicende, va detto che si è nuovamente evidenziata una logica che non vede la maggioranza operare in modo compatto, né in consiglio comunale, né nelle varie commissioni. Proprio in queste ultime i rappresentanti della maggioranza sono infatti arrivati a chiedere conto della linea politica di un’azienda amministrata da un consiglio che loro stessi hanno designato. Ma probabilmente, ad oggi, non sono (più) tutti d’accordo. 

Sui vari punti sollevati, a rispondere è stata Giada Guanciarossa, l’unico membro presente del Cda che vede al suo interno anche il presidente Arcangeli e Daniele Mantucci. “Il presidente – ha spiegato – è assente per precedenti impegni, ma credo che, se fosse stato informato del fatto che sarebbero stati trattati argomenti ulteriori rispetto a quello delle percentuali di raccolta nel centro e nelle frazioni, avrebbe trovato il modo di rispondere direttamente anche a tali sollecitazioni”.

Nel merito della questione relativa alla scelta di un nuovo direttore generale e di quella successivamente sollevata da David Fantauzzi (Movimento 5 Stelle), che ha chiesto informazioni su come Vus intenda muoversi in vista della scadenza dell’appalto per la gestione dei rifiuti prevista per il 31 dicembre 2027, Guanciarossa ha prima spiegato che “entro l’ultima decade di luglio si svolgeranno le prove orali per i candidati” e poi che è, quindi, “ragionevole pensare che a settembre avremo un nuovo direttore generale”. Al secondo punto la replica si è concentrata sul fatto che “da poco la Regione ha implementato un nuovo piano rifiuti e, al momento, ci stiamo organizzando per capire come procedere al meglio”.

A farle eco, infine, è stato l’assessore all’Ambiente, Marco Cesaro, che ha incalzato l’opposizione sul tema, evidenziando come a suo parere sia “sbagliato chiedere a Vus dove voglia andare, perché a fare le regole del gioco sono Auri e la Regione, che, finché non decideranno di comunicare a Vus le scelte strategiche di fondo, lasceranno la situazione in stand by”. “Finora – ha aggiunto – il Comune di Foligno ha lavorato in sinergia con Valle Umbra Servizi per metterla in sicurezza, sistemando il bilancio, facendo un piano industriale che arriva al 2031 e preparandola a qualsiasi evenienza in vista della scadenza della gestione fissata per fine 2027. Sono convinto che ci sarà una proroga, ma, di fatto, la palla non sta né a noi né all’azienda, ma a Regione e Auri”. “Sulla raccolta dei rifiuti – ha concluso – non ci sto a sentir dire che Foligno è una città sporca: l’azienda lavora e sta dimostrando di essere disponibile a risolvere le criticità vigenti. Ci sono le risorse per investire sul potenziamento di personale e mezzi, e, a partire da questo e dal buon lavoro fatto finora, non c’è dubbio che il servizio di raccolta continuerà a migliorare”.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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