È tutto pronto per la 47esima edizione di “Segni Barocchi Festival”. La manifestazione che andrà in scena a Foligno dal 28 agosto al 5 settembre, propone anche quest’anno un programma incentrato sulla forza della parola, il rapporto con la memoria e la capacità del teatro di trasformare luoghi e testi in occasioni di riflessione.
L’inaugurazione della rassegna, diretta da Daniele Salvo, è prevista – come detto – per venerdì 28 agosto, nella corte di Palazzo Trinci, diventata uno degli spazi simbolo della manifestazione. Alle 20.30 sarà consegnato il “Premio Segni Barocchi” ad Ugo Pagliai. Un riconoscimento attribuito all’attore per il suo lungo impegno a servizio della scena e della tradizione teatrale italiana. La cerimonia sarà così anche un omaggio all’interpretazione e alla continuità di una cultura teatrale fondata sulla parola.
A seguire, alle 21.15, sempre a palazzo Trinci, la manifestazione entrerà nel vivo con “Paradisi perduti”, progetto curato da Daniele Salvo e affidato alla presenza scenica di Giuseppe Zeno. Al centro della serata ci sarà la lettura dell’Ecclesiaste, o libro di Qoelet, testo tra i più enigmatici e filosofici della tradizione biblica.
Il monologo si presenterà come un confronto diretto con alcune domande essenziali dell’esperienza umana: il senso dell’esistenza, il tempo che scorre, la precarietà delle cose e la ricerca di una possibile verità. La voce dell’attore sarà lo strumento attraverso cui una parola antica potrà tornare a interrogare il presente, affidandosi al testo e all’ascolto.
In questa prospettiva, il silenzio assume un ruolo importante quanto la parola. Il pubblico è invitato a vivere un’esperienza raccolta e meditativa, in cui la cornice storica di palazzo Trinci contribuisce a creare un dialogo tra passato e sensibilità contemporanea.
La scelta di aprire l’edizione 2026 con il conferimento del “Premio Segni Barocchi” e con una lettura dedicata all’Ecclesiaste definisce con chiarezza il carattere di questa edizione. Da una parte, il riconoscimento a Pagliai richiama la memoria del grande teatro italiano; dall’altra, la proposta affidata a Zeno guarda ad una riflessione universale, che supera epoche e linguaggi.
Più che concentrarsi sulle biografie dei protagonisti, Segni Barocchi sembra dunque voler valorizzare l’incontro tra l’interprete e il testo, volendo coinvolgere anche lo spettatore. La presenza dei due attori rappresenta un programma che mette al centro la parola teatrale, con la sua capacità di creare un’emozione, seguita dal pensiero e dalla partecipazione del pubblico.
Con l’appuntamento del 28 agosto, Foligno si prepara quindi ad accogliere una nuova edizione di Segni Barocchi che proseguirà fino al 5 settembre, confermando il ruolo della manifestazione come riflessione sotto il profilo culturale, ma anche spirituale.



















