Capodacqua intitola due strade a San Domenico e a don Mario Rosi. Protagoniste della vicenda due vie del paese, nate dopo il terremoto, e alle quali la frazione folignate ha voluto dedicare il ricordo di due figure care alla comunità, con la cerimonia di intitolazione, avvenuta lo scorso 3 ottobre, che ha raccolto numerosi cittadini.
A decidere i personaggi cui dedicare le vie, la stessa comunità. L’associazione Capodacqua, infatti, ha distribuito a tutta la popolazione apposite schede su cui indicare liberamente i nomi delle persone cui volessero intitolare le vie. La maggioranza dei voti – come detto – è andata a don Mario Rosi, morto quasi quarant’anni fa, e a San Domenico, anche quest’ultimo nativo del luogo, divenuto santo per le sue opere.

Un’intitolazione che racconta chi fosse don Mario Rosi, un sacerdote che dedicò la vita al paese e il cui ricordo, dopo anni dalla sua scomparsa, è ancora vivo nella popolazione. Prete che contribuì alla realizzazione della casa di riposo “Casa Serena”, di cui fu manovale e operaio, oltre che ideatore del progetto.
Un sacerdote ricordato anche per la vicinanza ai ragazzi dipendenti dalla droga, che ha ospitato nella casa famiglia in località San Martino. Ma don Mario è stato vicino ai giovani aiutandoli a trovare un posto di lavoro, dedicando energia anche alla Casa del ragazzo.
Tante le persone che nella giornata di sabato hanno preso parte alla cerimonia di intitolazione, tra questi anche il vicesindaco di Foligno, Riccardo Meloni, il presidente dell’associazione Capodacqua, Giacomo Alessandri, il presidente dell’associazione Asbuc, Andrea Marini e il parroco di Capodacqua, don Luigi Bonollo.



















