“La nostra idea di città è di una Foligno che finalmente si prende cura”. Questo il messaggio della neo consigliera di Foligno in Comune, Sara Tiberi, lanciato al termine dell’assemblea aperta dello scorso 3 ottobre, “Incontri in Comune”, organizzata per raccogliere proposte e istanze provenienti dalle realtà associative e sociali del territorio.
Il primo tema individuato dalla lista è quello della cura degli spazi fisici della città, inteso come “pulizia, decoro urbano, manutenzione delle strade, dell’erba e delle aiuole”, ma anche la creazione di “luoghi di aggregazione sociale e culturale”. Per Foligno in Comune, inoltre, una città “non può offrire come unica possibilità di socialità quella legata al consumo. Noi vogliamo l’opposto: spazi gratuiti, aperti e, dove possibile, autogestiti. Perché uno spazio vissuto è più sicuro di cento telecamere”.
Tra i punti trattati nell’incontro anche le politiche sociali e giovanili. “Cura significa anche istruzione. La battaglia del comitato ‘infanzia Bene comune’ sui nidi ha mostrato quanto sia importante rimettere la scuola e i servizi per l’infanzia al centro delle politiche cittadine”. Ad occupare spazio anche il futuro dei giovani: “Una città che si prende cura deve creare le condizioni perché i giovani possano scegliere di restare, studiare, lavorare e costruire qui il loro futuro”.
Sul tavolo, poi, il nodo della sicurezza rispetto al quale per Foligno in Comune la risposta “non può essere soltanto più telecamere e più repressione. Porteremo in consiglio comunale – hanno aggiunto – una proposta per una polizia municipale di prossimità, capace di presidiare il territorio e costruire una relazione con la comunità, insieme a una maggiore attenzione all’illuminazione degli spazi pubblici”. Per la lista sicurezza sociale significa “una città più vissuta, più illuminata, più inclusiva e con una presenza istituzionale vicina alle persone”.
Al centro dell’incontro anche il tema della pace. “Qualcuno potrebbe chiedersi cosa c’entri Gaza con Foligno – ha detto Tiberi -. C’entra perché una città che educa alla pace è una città che costruisce sicurezza e convivenza”. Da qui l’annuncio di Foligno in Comune di voler portare in consiglio una proposta “ispirata all’esperienza del Comune di Capaci e alla campagna di Emergency ‘R1PUD1A’”.
“L’esperienza di Capaci parte da un dato: la leva obbligatoria è sospesa dal 2005, ma non è stata abolita. Il Comune informa quindi i cittadini interessati della possibilità di dichiarare preventivamente – hanno sottolineato – la propria obiezione di coscienza e raccoglie le dichiarazioni per trasmetterle al ministero della Difesa, collegando quest’iniziativa all’articolo 11 della Costituzione”.
L’incontro dello scorso tre ottobre, “non è un’eccezione – ha precisato Sara Tiberi -, ma l’inizio di un metodo che vogliamo portare avanti nel tempo, nei quartieri e nelle frazioni. Vogliamo ribaltare un paradigma: non decisioni prese a porte chiuse e calate dall’alto, ma una politica che ascolta e trasforma le istanze dei cittadini in atti concreti, mozioni e proposte alternative dentro il consiglio comunale”.



















