Può un’azienda crescere senza consumare il territorio che la ospita? A questa domanda risponde da sedici anni il concorso internazionale “La Fabbrica nel Paesaggio” che, sabato 31 ottobre a partire dalle 16, celebrerà la sua XVI edizione con una cerimonia di premiazione a palazzo Trinci. L’iniziativa è ideata dal Club per l’Unesco di Foligno e Valle del Clitunno e fa parte di un percorso che mette in rete i vari club Unesco d’Italia.
Lo scopo è individuare e dare risalto alle migliori esperienze, nazionali ed europee, capaci di far dialogare le attività produttive con l’ambiente circostante. A essere premiate, in particolare, sono le aziende e le realtà culturali che dimostrano nei fatti come la crescita economica possa andare di pari passo con la tutela dell’ambiente. Il bando affonda le sue radici nei grandi trattati internazionali, a partire dalle Convenzioni di Faro e del Paesaggio Europeo, fino agli ideali fondativi dell’Unesco.
Alla base c’è una visione precisa: il paesaggio non come semplice sfondo naturale, ma come risultato vivo del legame tra comunità e territorio, risorsa indispensabile per l’identità e il benessere collettivo. Da qui l’intento di promuovere una gestione virtuosa e sostenibile dei territori, stimolando un confronto aperto tra istituzioni, esperti del settore e cittadini. Il pomeriggio si aprirà con gli interventi istituzionali.
Parteciperanno Maria Luisa Guerrini, presidente del Club per l’Unesco di Foligno e Valle del Clitunno, il sindaco di Foligno Stefano Zuccarini, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, il presidente di Icomos Italia Maurizio Di Stefano e Mauro Macale, presidente della Federazione Italiana delle Associazioni e dei Club per l’Unesco.
Seguiranno i contributi tecnici e culturali di Teresa Gualtieri, membro del gruppo di lavoro del concorso, mentre a moderare l’incontro sarà Alfiero Moretti. Il momento centrale sarà la cerimonia di premiazione, con il conferimento dei riconoscimenti ai progetti e alle “fabbriche” presentate dai Club per l’Unesco d’Italia che si sono distinti maggiormente per l’impegno ecologico, culturale ed edito a favore del territorio.


















