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Federico II e il legame con Foligno: un convegno a palazzo Trinci

Pubblicato il 31 Maggio 2016 11:33 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:16

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“Foligno nel cui splendore ebbe inizio la nostra fanciullezza” così le cronache del tempo ricordano il legame di Federico II – imperatore del Sacro Romano Impero Germanico, re di Sicilia e Duca di Svevia – con la città. Un legame che spesso viene trascurato e che il Centro Internazionale di Cooperazione Culturale e Scientifica in collaborazione con l’Ati3 ha deciso di riportare alla luce attraverso un convegno che si terrà il prossimo 8 giugno presso la sala rossa di palazzo Trinci. Grazie alla partecipazione di illustri cattedratici, tra cui uno dei più importanti medievisti del nostro tempo, il professor Franco Cardini, si indagherà sulla figura di Federico II con particolare attenzione all’eredità culturale di cui si conosce ben poco. Un percorso che porterà a riflettere sulla figura di quest’uomo e sulla sua modernità e che permetterà inoltre di scoprire quale sia stato il legame con l’Umbria. “Ci piacerebbe sottolineare in lui, che è stato chiamato anche “Puer Apuliae”, alcuni aspetti che lo collegano alla nostra regione – dichiara il professor Giulio Giordano che presiede il Cicc- Onlus – il suo battesimo ad Assisi, la sua primissima infanzia trascorsa a Foligno, la sua costante attenzione all’Umbria e al Ducato di Spoleto (suo feudo e corridoio strategico di passaggio verso i suoi domini tedeschi)”. “Sono talmente tanti i segni della sua presenza in Umbria – continua – che vorremmo azzardare il riferimento a Federico II come ‘Puer Umbriae’”. Tanti gli studiosi che saranno presenti al convegno: oltre al già citato Franco Cardini, Salvatore Bono, professore emerito di storia del Mediterraneo, Franco Mezzanotte, docente di storia medievale, Emilio Bucciarelli, ordinario di anatomopatologia , Elvio Lunghi, docente di storia dell’arte , Giordana Benazzi, storica dell’arte, Pasquale Sica, professore di storia e filosofia a Napoli, Sergio Rapisardi, professore di lettere a Roma, Fernando Maurici, docente di archeologia medievale a Palermo. “crediamo sia doveroso riscoprire e restituire ai cittadini il profondo rapporto che Federico II ha avuto con Foligno – dichiara Fausto Galilei direttore dell’Ati3 –. In prospettiva vorremmo oltre che lasciare un’impronta attraverso al pubblicazione degli atti del convegno, far partire delle proposte concrete che testimonino questo legame”. “ Ci piacerebbe poter dedicare una piazza o uan sala a Federico II – spiega – e magari creare una rete delle città federiciane che potrebbe, oltre a generare una curiosità culturale, essere positiva anche dal punto di vista del turismo”.   

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