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Montefalco, San Fortunato trionfa nella rappresentazione teatrale

Pubblicato il 16 Agosto 2016 16:46 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:33

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L’uomo con le sue fragilità, le sue debolezze, le sue paure. Un uomo che riesce a trovare se stesso e il giusto equilibrio per sfruttare a pieno le sue capacità, per vivere e smettere di sopravvivere. E’ questo il tema messo in scena nella serata di sabato 13 agosto dal quartiere San Fortunato di Montefalco grazie allo spettacolo “Il numero 4 – Il quadrato”, vincitore di un ambito premio all’interno dell’“Agosto Montefalchese”. Una giuria di esperti nell’ambito cinematografico, composta da Francesco Verdinelli, Roberto Conforti e Cecilia Brianza, ha deciso di premiare il quartiere che ha saputo unire al meglio tecnica, capacità e scenografia, senza mai tralasciare l’emozione. Secondi classificati a pari merito il quartiere San Francesco e Sant’Agostino, terzo il quartiere San Bartolomeo. Ma quello di San Fortunato non è solo un premio da aggiungere alle gare vinte nella stessa serata del 13 agosto, come la balestra e la staffetta, ma un vero e proprio lavoro di squadra che per due mesi ha saputo coinvolgere oltre 40 persone, tra attori e figuranti. A questi vanno ad aggiungersi l’impegno e la tenacia dell’ideatrice Maruska Passeri, che insieme alla sorella Miriana e ad un gruppo di otto ragazze, Claudia Rettori, Dalia Eutizi, Elisa Emili, Elena Bonacci, Federica Schienalunga, Laura Corrao, Maria Simone, Natascia Magnini e Simona Propersi hanno curato la trama, il copione, i costumi, le musiche e le coreografie. Ad incantare il pubblico, sono stati il protagonista, interpretato da Alessandro Meniconi e Domenico Vaccaro, “acropole flag man” vincitore del “Belgium’s got talent 2015”, che attraverso la recitazione e il movimento del corpo hanno mostrato al pubblico come l’uomo possa riuscire a tirare fuori le proprie capacità per superare paure e fragilità, riuscendo ad evolversi e a trovare l’equilibrio. Equilibrio rappresentato, come si legge nel titolo, dal numero quattro e dalla figura geometrica del quadrato e che riecheggia la volontà dell’uomo medievale di superare la paura nei confronti del giudizio di un Dio superiore proiettandosi verso la rivoluzione rinascimentale, nella quale ognuno è fautore del proprio futuro. Il premio è stato messo in palio dalla famiglia Gubbini in ricordo di Simonetta, montefalchese scomparsa prematuramente, ed è stato consegnato all’interno del loggiato del palazzo comunale alla presenza dei figli Lucia, Agnese, Filippo e Alessandro, accompagnati da papà Carlo.

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