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Fascia olivata Assisi-Spoleto verso l’Unesco. Sperandio: “Ognuno di noi sia ambasciatore”

Pubblicato il 9 Aprile 2017 08:45 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:40

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“Ognuno di noi si faccia ambasciatore del paesaggio”. È l’appello lanciato dal sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio, a tutte le aziende, le associazioni e gli enti in vista della candidatura a patrimonio mondiale dell’Unesco della fascia olivata Assisi-Spoleto. Un progetto nato nel 2015 per volontà di sei amministrazioni comunali umbre – oltre a Trevi anche Assisi, Spello, Foligno, Campello sul Clitunno e Spoleto – che il 3 febbraio 2016 hanno costituito un apposito comitato e siglato un patto d’intesa che punta alla valorizzazione ambientale, paesaggistica, culturale ed economica di quello che è stato definito un unicum nel suo genere. Ossia, quella fascia di terreno tra i 300 e i 500 metri coltivata ad ulivi, con circa un milione e 400mila piante, che si estende per 4mila ettari e che ha permesso la nascita di oltre 4mila aziende di settore. Una vera e propria ricchezza che, però, come denunciato da Bernardino Sperandio, sindaco di Trevi – Comune capofila del progetto – è a rischio. “Si tratta di un patrimonio storico, millenario – ha detto, presenziando l’incontro pubblico volto a presentare il progetto alle comunità di riferimento – che nel tempo si è ridotto del 30 per cento. Molte aree sono state abbandonate – ha sottolineato – il territorio sta cambiando e noi dobbiamo invertire questa rotta”. Da sole, le amministrazioni comunali però, non ce la possono fare. E nonostante il coinvolgimento di Regione Umbria e università, l’invito delle sei amministrazioni coinvolte nel progetto è a tutti i soggetti che a vario titolo operano sul territorio. “Servono più persone, più forze – ha quindi ribadito Bernardino Sperandio –. È per questo che siamo qui”. L’idea, dunque, è quella di preservare la fascia olivata ed al contempo promuoverla, con ricadute positive anche sull’economia delle comunità di riferimento. In quest’ottica, la candidatura a patrimonio mondiale dell’Unesco, sarà la meta di un percorso già avviato e che prevede due tappe intermedie. La prima è l’iscrizione della fascia olivata nel registro nazionale del “Paesaggio rurale”. Il responso dovrebbe arrivare nel mese di settembre e se fosse positivo vedrebbe quest’eccellenza del Cuore verde d’Italia all’interno di una rosa di 50 eletti. Seconda tappa, poi, il riconoscimento nell’ambito del programma Giahs della Fao. In questo caso, un eventuale parere favorevole farebbe della fascia olivata Assisi-Spoleto il primo caso a livello europeo. Ultima fermata l’Unesco. Ad attendere i sei Comuni umbri, dunque, è un percorso lungo e articolato così come ambizioso è l’obiettivo. “Se riusciremo a dare a questo paesaggio importanza nazionale ed internazionale – ha quindi concluso Sperandio – il nostro olio potrebbe avere anche un maggior rilievo sul mercato”. E mentre si studia il come e si cercano nuove energie per andare avanti, il primo cittadino rilancia anche l’indiscrezione trapelata qualche mese fa. “Stiamo lavorando affinché il prossimo anno la fascia olivata una delle tappe della Tirreno-Adriatico”.  

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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