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Foligno, in zona autoparco comunale rifiuti speciali. Impegno Civile: “Continua il degrado”

Pubblicato il 2 Novembre 2021 11:12 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:38

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Rifiuti, anche speciali, abbandonati in zona autoparco comunale di Foligno e potenzialmente dannosi per ambiente e persone. Questa volta, ad intervenire su un tema ormai da tempo caldo nella città della Quintana, è Impegno Civile. Il gruppo non usa troppi giri di parole e, senza mezzi termini, osserva come “le amministrazioni cambiano, il degrado rimane”. L’analisi degli esponenti Stefania Filipponi e Stefano Stefanucci parte dal Piano Città del 2013. Quello “tanto strombazzato”, dicono, e che avrebbe dovuto interessare l’intera proprietà comunale “area Porta Todi -via Dei Mille – viale Umbria” per oltre 5 milioni di euro. Un piano di cui “si sono perse le tracce – sottolineano i due -, nulla è stato fatto e ai cittadini sono state raccontante solo favole. Nel frattempo – continuano da Impegno Civile – ormai da mesi sono accumulati rifiuti speciali in attesa di smaltimento nella zona dell’autoparco comunale di viale Umbria”.

Per Filipponi e Stefanucci, una palese violazione delle norme del Codice dell’ambiente, “che impongono ai proprietari dell’area precise regole per la raccolta, la conservazione e la rimozione”. I due spiegano, dunque, che, in caso di inadempimento, spetta al sindaco, con un’ordinanza, obbligare lo smaltimento. “In questo caso – si domandano Filipponi e Stefanucci – chi ordina a chi? E a carico di chi vengono poste le eventuali sanzioni amministrative o penali? Degli assessori con delega? Nelle linee programmatiche di mandato 2019 – proseguono – non era forse scritto ‘chi inquina paga?’”.

Ma le criticità riguardano anche via dei Mille. Da Impegno Civile evidenziano, infatti, come nell’area dell’ex mercato ortofrutta (già ex Foro boario) ci siano ancora i vecchi fabbricati ed un manufatto che presenta anche la copertura in eternit, “con buona pace – dicono – del faraonico progetto”. “Doveva essere demolito – spiegano Filipponi e Stefanucci -, invece no, è sempre lì, a rappresentare la conservazione dello status quo”. Il gruppo si domanda quindi se la struttura sia ancora adibita a deposito di materiale elettorale e chi vi possa accedere. “È stata eseguita – si chiedono infine – una specifica valutazione del suo stato, di condizioni particolari che potrebbero facilitare la dispersione delle fibre?”.

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