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Regione contro la chiusura delle banche nei piccoli comuni: votata mozione all’unanimità

Pubblicato il 16 Giugno 2021 10:16 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:14

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“Avviare un confronto con gli istituti di credito presenti nel territorio regionale e attivarsi in tutte le sedi istituzionali necessarie per scongiurare la chiusura delle filiali bancarie, in particolare nei piccoli comuni”. È l’impegno che l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha richiesto alla Giunta Tesei con il voto unanime di tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione. La mozione porta la firma di Valerio Mancini, Stefano Pastorelli, Paola Fioroni e Daniele Nicchi della Lega, ma – come detto – ha trovato il pieno sostegno di tutti i consiglieri, che hanno così sposato la causa portata avanti nelle scorse settimane da numerosi sindaci umbri, a cominciare dal primo cittadino di Castel Ritaldi, Elisa Sabbatini, a capo della protesta.

“La presenza di filiali bancarie costituisce un servizio essenziale per i cittadini e per le imprese che operano nel territorio di riferimento” ha spiegato Mancini illustrando l’atto e sottolineando come queste chiusure vadano a penalizzare soprattutto “i piccoli comuni, che – ha aggiunto – hanno una popolazione per lo più anziana e collegamenti internet e di trasporto pubblico poco sviluppati”. Senza considerare, poi, l’impatto anche a livello occupazionale. Abbassare le saracinesche delle filiali bancarie, infatti, “determina – ha aggiunto Mancini – anche una perdita di posti di lavoro nel settore del credito” che costituisce, tra l’altro, “uno degli asset più importanti per il futuro della nostra regione, tanto più ora che è imminente l’avvio delle azioni per il rilancio del sistema produttivo”. “Dagli incontri che abbiamo avuto in seconda commissione – ha quindi sottolineato il consigliere leghista – abbiamo potuto verificare che ci sono comuni in cui ci sono depositi e c’è richiesta di investimenti, ma dove le filiali vengono inspiegabilmente chiuse. Con la sola apparente motivazione – conclude – di salvaguardare i profitti delle banche riducendo i costi”.

La mozione, come detto, ha trovato pieno accoglimento tra le fila dell’Assemblea legislativa umbra, anche da parte del Movimento 5 Stelle. Intervenendo, il consigliere pentastellato Thomas De Luca ha, infatti, posto l’attenzione sugli “effetti devastanti” delle chiusure “in aree interne e del cratere, che – ha commentato – invece avrebbero bisogno di rinforzare i servizi, a meno di non voler desertificare quelle zone. Queste chiusure pongono i cittadini in una situazione di forte disagio, obbligandoli a percorrere decine di chilometri per un prelievo di contanti. Colpiscono i piccoli comuni, in termini demografici, ma che coprono aree molto vaste del territorio e che già patiscono della difficoltà di amministrare ampie zone con bilanci minimi”. Appare necessario, dunque, per De Luca “convincere i livelli apicali regionali e nazionali a continuare ad operare nei piccoli comuni, anche prevedendo degli incentivi o delle facilitazioni”.

Soddisfatto il sindaco di Castel Ritaldi. “Tutti insieme dobbiamo evitare che ci siano squilibri tra i territori – ha commentato Elisa Sabbatini – mettendo sempre al centro i cittadini e i servizi a loro destinati perché nessuno è di serie B. La mia battaglia non finirà con la chiusura della filiale del comune che rappresento – ha quindi concluso -. Anzi, è iniziata solo ora”.

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