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Castel Ritaldi, chiude la banca. Sabbatini: “Non siamo cittadini di serie B”

Pubblicato il 25 Maggio 2021 10:54 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:23

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“Gli abitanti dei piccoli Comuni non sono cittadini di serie B”. Lo ribadisce il sindaco di Castel Ritaldi, Elisa Sabbatini, esprimendo “amarezza e disappunto” per la decisione di alcuni istituti bancari di chiudere le loro filiali nei centri più piccoli. Accade a Castel Ritaldi, dove nel giro di dieci mesi sono state ben due le banche che hanno chiuso, ma non solo. Un destino condiviso con altri borghi, come quello di Arrone, nel Ternano. Per il primo cittadino di Castel Ritaldi è impensabile “lasciare un piccolo territorio senza i servizi fondamentali”. Una decisione che apostrofa come “inaccettabile”, sottolineando come sia stata presa “senza considerare né le istituzioni né le condizioni reali della filiale” presente sul territorio di Castel Ritaldi.

E proprio per tutelare i cittadini dei piccoli borghi e salvaguardarli, negli scorsi giorni Elisa Sabbatini ha chiamato a raccolta i colleghi sindaci e l’Anci Umbria per un sit-in di protesta a cui ha fatto da sfondo la frazione di La Bruna e a cui hanno preso parte anche le sigle sindacali di Fabi e Uil. “Probabilmente la decisione presa per Castel Ritaldi rimarrà questa – ha dichiarato Sabbatini -, ma porterò comunque avanti la mia battaglia con la speranza che possa giovare a qualche altro piccolo Comune e ringrazio i colleghi, l’Anci Umbria e i sindacati che hanno deciso di sostenere la mia protesta”. Dal sindaco di Castel Ritaldi è partito, dunque, un appello a istituzioni e parti sociali affinchè intervengano “in maniera forte” per garantire i diritti di coloro che vivono nei centri più piccoli. “Tutti insieme – ha dichiarato – ce la possiamo fare”.

Ad esprimere rammarico nelle scorse ore è stata però anche la First Cisl. Un rammarico dettato in questo caso, così come spiegato dal segretario generale umbro Francesco Marini, dal non essere stati tra le sigle sindacali invitate al presidio. “Una constatazione amara – commenta – soprattutto perché esclude chi, come noi, in questi anni, è stato sempre in prima linea nella battaglia per difendere la presenza dei servizi bancari, in tutte le piccole e medie realtà regionali”.

La perdita di servizi essenziali si unisce a quella dello spopolamento dei piccoli borghi umbri, soprattutto quelli dell’Appennino. Per questo motivo il 12 giugno è stata organizzata una manifestazione a Sellano, città simbolo della desertificazione di questi luoghi. Il Comune conta poco più di 1.037 abitanti, la maggioranza dei quali al di sopra dei 65 anni: 4 pensionati per ogni minore. All’incontro parteciperanno sindacati e sindaci della Valnerina.

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