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Siccità, rincari e assenza di programmazione mettono in ginocchio l’olivicoltura umbra

Pubblicato il 22 Settembre 2022 11:14 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:38

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Il mondo olivicolo regionale è in affanno e Confagricoltura Umbria lancia l’allarme. Troppe le difficoltà con cui il settore è oggi costretto a convivere, inevitabilmente altrettante le preoccupazioni. L’associazione passa intanto in rassegna quelle relative alla siccità estiva e alla conseguente forte riduzione della produzione, cui si aggiunge ora il “rischio evidente” di infestazione delle olive da parte della mosca olearia. Ma l’istantanea scattata da Confagricoltura Umbria mette in luce diversi altri aspetti. Il settore si trova infatti alle prese con la difficoltà di reperire forza lavoro da impiegare nella raccolta, unita al timore per i rincari dei costi dell’energia. Secondo l’associazione, ci sono poi da considerare il lievitare dei costi del vetro per il confezionamento, che porta pure all’indisponibilità del prodotto, e l’impossibilità di definire un mini bilancio di previsione con il costo per le spese di molitura per i frantoiani che lavorano conto terzi, l’80% dell’olivicoltura umbra.

“La quotidianità ci offre un costante allarme – spiega il presidente della sezione olivicola di Confagricoltura Umbria, Marco Viola -, i nostri associati non riescono a immaginare quale possibile strategia si possa adottare. Noi però dobbiamo dare risposte concrete – aggiunge -, anche se l’evidenza dei fatti si scontra irrimediabilmente con una situazione complessiva del sistema olivicolo della nostra regione in grande difficoltà”. Viola evidenzia inoltre come l’età degli oliveti che in gran parte popolano il Cuore verde d’Italia non sia più in linea con un progetto olivicolo che guarda al futuro. “Per questo – riflette – non possiamo imputare il calo della produzione solo alla straordinarietà degli eventi meteorologici che ogni anno dobbiamo affrontare, è proprio un deficit strutturale – conclude -, imputabile alla marginalità delle coltivazioni, ma anche all’abbandono”.

“Siamo molto preoccupati per lo stato attuale delle cose e di come manchino segnali di sviluppo”, è quanto dice il numero uno di Confagricoltura Umbria, Fabio Rossi. “Come associazione – sottolinea – dobbiamo guardare avanti; la crisi energetica e i costi insostenibili possono dare il colpo di grazia a un settore che lamenta un vero e proprio deficit strutturale che impedisce a chi vuole o può, di lavorare meglio”. Il presidente confida quindi in una “celere applicazione del Progetto Speciale per il settore olivicolo oleario, avviato dalla Regione Umbria da oltre tre anni, per non perdere anche l’ultima annata”.

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