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Ex Merloni: martedì si riuniscono i lavoratori. Paura per una possibile chiusura dell’azienda

Pubblicato il 4 Luglio 2014 16:35 - Modificato il 16 Gennaio 2026 09:59

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Dopo l’annuncio di ieri oggi la comunicazione ufficiale. Martedì 8 luglio, alle ore 11 nella ex mensa aziendale dell’Antonio Merloni, si terrà l’assemblea sindacale della J.P. Industries per organizzarsi in vista della manifestazione al Ministero dello sviluppo economico proclamata ieri dalle sigle sindacali. Prepararsi alla mobilitazione ma anche fare chiarezza sulle tante voci che girano tra i lavoratori e che la proprietà non smentisce. Voci che riguarderebbero la prosecuzione dell’attività produttiva della J.P. Industries, come spiegato ai nostri microfoni da Luciano Recchioni di Fiom Cgil: “Abbiamo deciso di convocare questa assemblea perchè ci sono alcune cose che devono essere chiarite. Noi ci eravamo lasciati dopo la sentenza con una iniziativa da parte della proprietà che avrebbe tentato di trovare un accordo con le banche per uscire da questa empasse. Ad oggi però escono fuori una serie di notizie contrastanti tra di loro che vorremmo capire bene che cosa significano. Sappiamo che dei contatti ci sono stati, quindi vorremmo mettere al corrente la gente di quello che sta succedendo, sapendo che noi come sindacato siamo tagliati fuori. La situazione che oggi abbiamo è che di fatto la J.P. non può più lavorare e quindi vorremmo capire qual’è la posizione della proprietà perchè non vorremmo, che in un contesto come questo, decida di dire basta”. Insomma la proprietà dovrà fare chiarezza sulle sue intenzioni, allo stesso modo i sindacati chiedono al Governo di illustrare la strategia che vorrà intraprendere per risolvere la questione dello stabilimento umbro marchigiano. Luciano Recchioni. “La soluzione della vertenza ormai, con la situazione in cui versa la J.P., è legata a ciò che deciderà il Governo. Il tempo passa  e di fatto il Governo non ci dice niente. Noi vorremmo sapere che cosa vuole fare; c’è necessità di fare chiarezza. Ricschiamo di arrivare a settembre che i giochi sono fatti”. Qundi appuntamento a Roma – ancora da definirsi la data della manifestazione sotto il Mise – e poi? “Poi vedremo. Vedremo anche che cosa succederà e poi agiremo di conseguenza”. 

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