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Via libera al nuovo Dpcm: coprifuoco alle 22 e Italia divisa in tre zone

Pubblicato il 4 Novembre 2020 16:43 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:09

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Firmato il nuovo Dpcm. In vigore da giovedì 5 novembre fino al 3 dicembre, il nuovo documento sottoscritto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro alla Salute Roberto Speranza, introduce la divisione dello Stivale in tre zone: da una gravità moderata ad elevata e massima. Queste ultime due saranno definite “scenario di tipo 3” e “scenario di tipo 4”. Ad ogni regione o provincia autonoma verrà assegnato un colore: giallo, arancione e rosso in base alla situazione epidemiologica monitorata e definita dal Comitato tecnico-scientifico. A prescindere dalla zona di rischio, in tutta Italia scatterà il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Per conoscere invece il “colore” di ogni territorio, si dovrà attendere un’ordinanza del ministero della Salute, che si baserà sull’indice Rt ed un’altra ventina di criteri che, per la prima suddivisione, dovrebbe riprendere i numeri dello scorso 25 ottobre. Attualmente l’Umbria dovrebbe essere in zona gialla, ovvero il livello di criticità moderata. 

ZONE GIALLE – Questo tipo di territori saranno quelli interessati da provvedimenti meno importanti, ma decisamente più restrittivi rispetto a quelli del penultimo Dpcm, firmato poco più di una settimana fa. Previsto il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino: in queste ore si potrà uscire di casa solo per motivi di lavoro o di salute. Didattica a distanza al 100% per le superiori, mentre il trasporto pubblico potrà prevedere il 50% della capienza nei mezzi. Chiusura per i centri commerciali nel fine settimane e stop, tutti i giorni, per musei, mostre e sale scommesse. Sospesi anche i concorsi pubblici, eccezion fatta per quelli che riguardano la sanità.

ZONE ARANCIONI – Per le regioni e province autonome che saranno giudicate con uno “scenario di tipo 3” è prevista la chiusura totale di bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie, mentre i parrucchieri ed i centri estetici potranno continuare a lavorare. Per i servizi di ristorazione funzionerà però l’asporto (fino alle 22) e la consegna a domicioli. Le misure, efficaci per un periodo minimo di 15 giorni, prevedranno per questi territori anche il divieto ogni spostamento in entrata e in uscita, salvo esigenze lavorative o motivi di salute. Previsto il rientro nel proprio domicilio, abitazione o residenza. Non ci si potrà spostare nemmeno in un comune diverso da quello di residenza, se non per motivi di lavoro, studio o salute.

ZONE ROSSE – Nel caso delle zone rosse, gli spostamenti saranno vietati anche all’interno degli stessi territori se non per lavoro o motivi di salute. Così come per le zone arancioni, si potrà circolare anche per motivi strettamente legati allo svolgimento della didattica in presenza. Chiuse tutte le attività commerciali, eccezion fatta per i generi alimentari e le farmacie. Ristorazione consentita solo con consegna a domicilio o asporto (fino alle 22). Stop alle attività nei ceontri sportivi all’aperto, mentre rimarranno aperti i parrucchieri.

LE PERPLESSITA’ – I provvedimenti del Dpcm, illustrati martedì nel corso dell’incontro tra il Governo e le Regioni, hanno lasciato quest’ultime con forti perplessità. Critica è infatti la posizione della Conferenza delle Regioni e Province autonome, che sottolinea come le misure “comprimono ruolo e compiti delle Regioni”, attribuendo “al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici”. E’ per questo che il presidente Stefano Bonaccini ha chiesto la possibilità che i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali vengano ascoltati prima di definire le zone di rischio. Inoltre, le Regioni chiedono che sia chiaro l’ammontare delle risorse e i tempi di erogazione per il ristoro delle attività costrette a chiudere.

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