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Sede Usl2 a Terni, anche i piccoli comuni protestano: “Scelta dannosa”

Pubblicato il 7 Agosto 2019 17:04 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:42

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Rimane alto il dibattito sulla sede legale della Usl2 dell’Umbria. La decisione della giunta regionale guidata da Fabio Paparelli di spostare il “domicilio” dell’Unità sanitaria locale da Foligno – dove era provvisoria – a Terni ha scontentato un po’ tutti. A partire dall’intero territorio folignate-spoletino, difeso in principio dall’ex assessore alla sanità, Luca Barberini. L’attuale consigliere regionale del Pd non aveva usato mezzi termini nei confronti del collega di partito Paparelli, definendo la scelta di palazzo Cesaroni “un atto di arroganza politica ed istituzionale che non rispetta comunità e territori, da parte di una Giunta regionale spavalda che non ha visto il coinvolgimento dei territori”. A fare da eco alle parole di Barberini arriva anche il commento di Bernardino Sperandio, sindaco di Trevi che difende anche le piccole realtà comunali: “E’ una scelta errata – spiega Sperandio – anche per le modalità e la tempistica con i quali è stata assunta visto il regime di ordinaria amministrazione in cui opera la giunta regionale, di sicuro dannosa per il nostro territorio e per i cittadini. Negli ultimi anni – commenta Sperandio – amministratori e comunità locali si erano più volte confrontati su questo tema, attivando un percorso partecipativo in grado di tenere nella massima considerazione anche i piccoli comuni, ritenuti a ragione, validi interlocutori in grado di arginare l’antico schema di centralizzazione dei servizi su Perugia e Terni. Questo blitz estivo – conclude la nota del primo cittadino trevano – rappresenta una decisione inopportuna vista la fase politico e istituzionale che sta vivendo la nostra Regione, un gesto che amareggia una intera comunità, e sulla quale speriamo che la Giunta regionale voglia ritornare, riattivando il processo decisionale di coinvolgimento delle realtà locali e di tutti gli attori socio sanitari”.

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