12.9 C
Foligno
domenica, Gennaio 18, 2026
HomeCronacaOperazione “Happy sheep”, a Foligno tre persone nei guai per i fondi...

Operazione “Happy sheep”, a Foligno tre persone nei guai per i fondi del sisma ’97

Pubblicato il 23 Ottobre 2018 09:58 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:33

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

I Falchi vincono a Camaiore e puntano il terzo posto

Trainati da una doppietta di capitan Khribech i biancazzurri affondanogli avversari. Distanzaiato il Prato, che perde a Scandicci, e accorciate le distanze sul Seravezza, vittima dello sgambetto del Trestina

A Foligno si rinnova la tradizione della benedizione degli animali per Sant’Antonio Abate

Nella mattinata di domenica 18 gennaio in piazza San Domenico si è rinnovata la tradizionale benedizione degli animali in occasione di Sant’Antonio Abate. Organizzata come di consueto da monsignor Cristiano Antonietti, parroco di Santa Maria Infraportas, l’iniziativa ha visto la partecipazione tantissime persone, tra adulti e bambini, accompagnati dai loro amici a quattro zampe

Il Carnevale dei ragazzi di Sant’Eraclio scalda i motori ed è alla ricerca di figuranti

Si avvicina la 63esima edizione della kermesse che tutti gli anni anima la frazione folignate. Il 1° febbraio al via il primo corso mascherato. Intanto si cercano reclute per le sfilate

Un ingente contributo a fondo perduto per la ricostruzione post-sisma ’97 senza però aver mai effettuato tutti i lavori. A scoprire la truffa messa in piedi da due imprenditori ed un geometra è stata la guardia di finanza di Foligno con il coordinamento della procura della Repubblica di Spoleto. L’operazione, denominata “Happy sheep”, è riuscita a smascherare le tre persone, accusate di aver ricevuto dalla Regione Umbria un contributo per la ristrutturazione di un opificio industriale di Nocera Umbra. Ristrutturazione che però è avvenuta in piccola parte rispetto al progetto iniziale. Secondo un consulente della Procura infatti, sull’edificio sarebbero stati effettuati lavori non superiori ai 7.500 euro. Nonostante ciò, gli indagati hanno prodotto documenti e dichiarazioni false, anche attraverso fatture, attestanti lavori mai eseguiti per un totale di 90mila euro. Sequestrato l’opificio nocerino, per un valore stimato di 150mila euro. I responsabili ora rischiano fino a 7 anni di reclusione, oltre a dover restituire i fondi ricevuti. “Ancora una volta – commentano dalle Fiamme Gialle – la Guardia di Finanza si conferma protagonista nel delicatissimo settore della spesa pubblica a garantire il corretto impiego dei fondi pubblici evitando inutili sprechi”.

Articoli correlati