8.4 C
Foligno
sabato, Febbraio 7, 2026
HomeEconomiaAst, manganellate sui lavoratori in trasferta a Roma

Ast, manganellate sui lavoratori in trasferta a Roma

Pubblicato il 29 Ottobre 2014 16:49 - Modificato il 6 Settembre 2023 01:57

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Si riapre il caso Bertini, nuove indagini in corso sulla morte. Scarcerata la figlia

Il Gip ha accolto la richiesta dell’ incidente probatorio avanzato dalla difesa per stabilire le effettive cause del decesso del 75enne. Intanto dalla perizia sulle condizioni psichiatriche e psicologiche della 43enne è emersa l’incompatibilità con il regime carcerario

Il Foligno si prepara al riscatto contro l’Orvietana

Domenica al "Blasone" previsto il match tra i Falchetti e la bestia nera Orvietana. Dopo la sconfitta di Altopascio, per continuare a inseguire il terzo posto gli uomini di Manni dovranno trovare la vittoria

Edilizia scolastica, a Foligno vertice con Castelli per accelerare la ricostruzione di 9 istituti

Il commissario straordinario ha incontrato l’assessore Cesaro e lo staff tecnico dei Lavori pubblici. Sul tavolo le azioni da mettere in campo per superare le criticità e andare avanti con gli interventi

Ridurre l’impatto sull’occupazione a circa la metà della cifra proposta da Thyssenkrupp. E’ questa la richiesta che il Governo ha avanzato all’amministratore delegato dell’Ast di Terni Luica Morselli, convocata stamattina al ministero dello sviluppo economico per la riapertura delle trattative sulla vertenza ternana. A comunicarlo è stato il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, che nel pomeriggio ha riferito alla Camera in merito all’incontro di stamne. La proposta è dunque di ridurre al massimo a 290 unità, anziché alle 550 proposte dalla multinazionale tedesca, il numero degli esuberi da gestire in un perido di 24 mesi utilizzando incentivi che l’azienda è stata disponibile a valutare tra i 50 e 80 mila euro. Questo il risultato di una mattinata che ha avuto come protagonisti anche i 600 lavoratori dell’Ast arrivati a Roma per una manifestazione unitaria di tutte le sigle sindacali, iniziata davanti al consolato tedesco. Partito come un sit-in pacifico, dopo l’incontro al consolato tra una delegazione di 5 dipendenti ternani con un portavoce dell’ambasciatore tedesco – al quale i lavoratori hanno chiesto l’interesse dell’ambasciata per trovare le condizioni per una trattativa che rispetti le loro richieste – il corteo si stava spostando verso il Mise quando hanno avuto inizio gli scontri. All’avanzata di centinaia di operai è iniziata la carica della polizia in Piazza Indipendenza dove 4 persone sono state soccorse per ferite alla testa. “Non volevano farci arrivare al Mise” questa la posizione dei lavoratori in corteo, mentere la questura di Roma ha specificato che “non c’è stata alcuna carica ma un’azione di contenimento quando i manifestanti hanno tentato di forzare il cordone dei polizziotti per andare verso la stazione Termini”. Una volta arrivati sotto il ministero alla volta dello slogan “Gli operai non si toccano”, la situazione è rimasta tesa tra le forze dell’ordine e i lavoratori che hanno iniziato a lanciare palline di gomma agli agenti gridando “Andate a lavorare”. Una voce unanime si è alzata dal mondo politico e sindacale: numerosi coloro che hanno chiesto chiarezza al Governo in merito agli atti gravi che hanno visto anche il ferimento di alcuni operai, tra questi Sel che ha annunciato che oggi stesso presenterà un’interrogazione urgente al ministro dell’interno Angelino Alfano per chiedere conto dell’incredibile gestione della piazza da parte delle forze dell’ordine avanzando anche la richiesta di dimissioni dello stesso ministro “non in grado – dicono i rappresentati di Sel – di gestire la situazione”. Il sottosegretario Graziano del Rio ha annunciato che il Governo continua ad essere impegnato nell’affrontare la crisi dell’Ast ed effettuerà una puntuale verifica di quanto accaduto oggi. Dopo l’incontro tra il ministro Guidi e una delegazione di 15 persone tra segretari nazionali e territoriali di categoria, 250 lavoratori hanno continuato il loro presidio davanti al ministero dello sviluppo economico esponendo striscioni con slogan “non cancellate 130 anni di storia” e hanno annunciato che la manifestazione verrà ripetuta ad Essen nel più breve tempo possibile per continuare a chiedere a Thyssenkrupp di rivedere il piano industriale e di ritirare le procedure unilaterali avanzate finora provvedendo immediatamente al pagamento degli stipendi. 

Articoli correlati