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Ospedale Spoleto, l’associazione Bezzi: “Esiste un disegno politico per la chiusura del nosocomio”

Pubblicato il 16 Dicembre 2014 17:34 - Modificato il 6 Settembre 2023 01:25

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“Uniti per difendere il nostro ospedale”. Inizia così la nota a firma del direttivo dell’associazione “Bezzi” di Spoleto, che alza la voce per scongiurare un qualsiasi depotenziamento del San Matteo degli Infermi. “Quello che per anni abbiamo sospettato è emerso in maniera inequivocabile qualche settimana fa – scrive l’associazione . Tutto è scaturito dalla pubblicazione del bando, per altro fatto con un ritardo di quasi due anni, per la sostituzione dei primari di chirurgia e di anestesia dell’ospedale di Spoleto”. Da qui l’associazione ripercorre quanto accaduto di recente al San Giovanni Battista di Foligno con le dimissioni del primario di chirurgia Enrico Mariani. E così riferendosi al primario si chiedono se ciò sia accaduto “perchè vede deluse le sue aspettative di gestire la chirurgia dei due ospedali?”. Nella nota, poi, l’associazione “Bezzi” ripercorre la vicenda tirando in ballo il consigliere Massimiliano Romagnoli di Amoni Sindaco, sottolineando come nei giorni scorsi “la stampa ha riportato dichiarazioni del consigliere Romagnoli, ex vicesindaco della prima giunta Mismetti, che parlano di accordo politico sulla questione”. E allora inevitabilmente arriva la richiesta: “Ci spieghi bene di che accordo si tratta e da chi è stato fatto”. Tuttavia per l’associazione “Bezzi” ciò ha contribuito a chiarire in maniera inequivocabile il disegno politico fatto sul futuro del San Matteo degli Infermi di Spoleto, ovvero la sua chiusura. “Di fronte a questa realtà – sottolineano – il direttivo dell’associazione, ricordando che la realizzazione dei nuovi reparti all’avanguardia dell’Ospedale di Spoleto è stata possibile solo grazie ai lasciti fatti per l’ammodernamento del nostro Ospedale e non a risorse regionali, fa appello alle istituzioni, alle associazioni e a tutti i cittadini spoletini di essere uniti per fronteggiare ogni tentativo di togliere al nostro nosocomio le sue eccellenze. Tutti uniti – dicono – affinché il nosocomio spoletino venga dotato del personale medico e infermieristico necessario per il suo buon funzionamento, facendo particolare riferimento al personale che occorre per offrire il servizio del parto indolore e vigilando sull’iter per la sostituzione dei primari di chirurgia e di anestesia perché non abbia intoppi e, quindi, giunga in tempi brevi al suo compimento”.

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