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Chiusura uffici postali, Regione: “Mettiamo a disposizione i nostri immobili”

Pubblicato il 12 Febbraio 2015 17:42 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:57

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Un incontro urgente per affrontare la questione della prossima chiusura di alcuni uffici postali e della razionalizzazione delle aperture di altri. É quanto richiesto dal presidente Anci Umbria, Francesco De Rebotti, e dal coordinatore dei Piccoli Comuni Umbria, Giuseppe Chianella, alla direzione regionale di Poste Italiane. Un taglio drastico, quindi, quello previsto anche per l’Umbria, con la chiusura di quindici uffici postali e la riduzione dell’orario di apertura per altri diciotto. Nel folignate e nello spoletino, in particolare, si prospetta la chiusura degli uffici di Annifo, Capodacqua e Castel Ritaldi. “Il territorio umbro, anche se non vasto – sottolineano De Rebotti e Chianella -, è molto particolare. Gli uffici postali sono presidi essenziali per tanta parte della popolazione, soprattutto per coloro che abitano lontano dai grandi centri e per gli anziani che risulterebbero essere i più penalizzati. Sarebbe fondamentale coinvolgere la amministrazioni interessate dal piano di razionalizzazione – concludono – per poter tenere conto delle differenti esigenze dei territori”. Segnali arrivano anche dalla Regione che si dice disponibile a mettere a disposizione anche il proprio patrimonio immobiliare pur di scongiurare la chiusura degli uffici periferici. Ad annunciarlo l’assessore regionale al patrimonio e riforme, Fabio Paparelli. “È necessario che – dichiara Paparelli – sulla base delle sollecitazioni ricevute da più parti, Anci e Regioni si attivino per chiedere un incontro urgente con gli amministratori di Poste Italiane, affinché riconsiderino una scelta che impoverisce il tessuto socio-economico di tante realtà territoriali, in cui il presidio dei servizi postali rappresenta una necessità reale e sentita”. 

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