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Foligno, è guerra nel Pd. Mismetti: “Ognuno si assuma le proprie responsabilità”

Pubblicato il 15 Aprile 2015 15:06 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:26

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Nando Mismetti contro i franchi tiratori. Si acuisce lo scontro all’interno della maggioranza folignate e, più in particolare, all’interno del Partito democratico cittadino. Quello che è accaduto in occasione del consiglio comunale di lunedì ha mandato su tutte le furie il sindaco di Foligno, che ha deciso di lanciare pubblicamente un messaggio a tutti quei componenti del suo partito che, dagli scranni della massima assise cittadina, gli stanno rendendo la vita difficile. Ma andiamo con ordine. A creare la nuova tensione all’interno della Piddì è stato l’appoggio di un gruppo di dissidenti (Elio Graziosi, Moreno Finamonti, Michela Matarazzi e Paolo Gubbini) che, in occasione dell’ultimo consiglio comunale, hanno mandato sotto per tre volte la maggioranza al momento del voto. Tra le varie questioni, ad animare il dibattito è stata la vicenda legata alla Fils, dove i dissidenti hanno appoggiato la mozione di Stefania Filipponi. Nella giornata di mercoledì il primo cittadino ha quindi tuonato contro l’atteggiamento dei suoi compagni di partito: “Non si può scaricare sui cittadini questioni che fanno parte del dibattito regionale e nazionale – ha affermato Mismetti – chi vota d’accordo con la minoranza se ne deve assumere tutte le responsabilità politiche”. Il sindaco interviene anche sulla questione della Fils: “Tutto si può dire meno che non ci sia stata grande attenzione. Sulla questione si è svolto un consiglio comunale straordinario, a novembre, la situazione è stata oggetto di diversi approfondimenti all’interno delle commissioni consiliari e con incontri con i capigruppo consiliari e all’interno di tante iniziative”. A proposito del voto in consiglio comunale, Mismetti ha sottolineato di aver incontrato solo pochi giorni fa “il consigliere Graziosi che non mi ha minimamente accennato al suo comportamento poi tenuto in consiglio”. MINORANZA ALL’ATTACCO – Sempre mercoledì è arrivato anche l’intervento di Stefania Filipponi di Impegno Civile. “Parlare di mal di pancia – ha sottolineato la Filipponi – significa fare una valutazione superficiale oltre che profondamente sbagliata”. “Le persone per cui la politica è servizio – prosegue la capogruppo di Impegno Civile – rispetto per la città e i cittadini possono sicuramente trovarsi a disagio, essere critici nei confronti di coloro per cui conta solo l’apparire, per i quali l’adempimento delle promesse elettorali significa qualche squallida marchetta per contraccambiare il voto ricevuto (do ut des). Può essere vero anche il contrario, che le critiche si sono palesate in concomitanza delle elezioni regionali, in cui sono state negate deroghe – conclude – ovvero impedite ricandidature di personaggi eccellenti, che tutto rientrerà nei ranghi con qualche nomina ad hoc. Vedremo”. 

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