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La Fondazione Carifol “riscopre” Torquato Tasso e restaura i settecenteschi dipinti

Pubblicato il 27 Giugno 2015 12:15 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:45

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L’obiettivo era quello di fotografare le tele presenti a palazzo Candiotti per proiettarle durante la terza serata del ciclo di conferenze “Gli incontri della Fondazione”. Una serata dedicata al legame tra Torquato Tasso e Foligno organizzato dalla Fondazione Carifol in compagnia del professor Guglielmo Tini. Ed è stato lo stesso relatore dell’evento, recandosi a palazzo Candiotti nei giorni antecedenti all’evento, ad accorgersi della mancanza delle opere. Dopo una breve ricerca i quadri sono stati ritrovati in un magazzino del Comune di Foligno. Purtroppo però, il tempo ed un furto risalente ad oltre venti anni fa (con le opere poi ritrovate dai carabinieri) ha portato al loro danneggiamento. E’ da qui che la Fondazione guidata da Gaudenzio Bartolini ha deciso di intervenire e finanziare il loro restauro, con le opere (probabilmente dei primi del Settecento) che torneranno a fare compagnia ai quattro ovali affrescati già presenti nelle stanze che accolgono la sede dell’Ente Giostra Quintana. Le tele rappresentano un ciclo pittorico di assoluto interesse, interamente dedicato alla rappresentazione delle “Storie di Erminia”, ispirate alla Gerusalemme Liberata, l’opera di Torquato Tasso famosa in tutto il mondo. “Foligno può essere considerata a pieno titolo una città tassesca, giocare un ruolo di primo piano nel circuito dei luoghi legati a Torquato Tasso e fornire un prezioso contributo agli studi tassiani”, sono queste le parole del professor Guglielmo Tini, che venerdì pomeriggio ha tenuto la lezione a palazzo Cattani, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. “Siamo ben lieti di finanziare questa operazione di recupero e restauro – ha dichiaro il presidente della Fondazione Carifol, Gaudenzio Bartolini – proseguiamo concretamente nella nostra opera di promozione e diffusione della cultura ad ogni livello e nelle diverse espressioni. Andiamo così ad aggiungere, o meglio a ricollocare un fondamentale tassello alla Foligno città artistica. Un grazie ovviamente al professor Tini – conclude – per le sue iniziative e per il suo grande impegno su questo versante”.

 

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