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Asparagi a rischio estinzione, i folignati ne colgono troppi: scatta il divieto

Negli ultimi anni i cittadini sono accorsi in migliaia sulle colline del territorio alla ricerca dei preziosi ortaggi estirpandone troppi. A sopravvivere all’assalto solo qualche esemplare. L’esperto: “Rispettare il divieto oggi per salvaguardare la flora di domani”

Pubblicato il 1 Aprile 2026 11:50 - Modificato il 1 Aprile 2026 11:57

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I folignati si sa, con l’arrivare della primavera e i primi giorni di sole popolano in massa le campagne del territorio alla ricerca di asparagi. È successo anche quest’anno quando migliaia di cittadini di tutte le età sono accorsi in massa alla ricerca dei preziosi ortaggi. Una tradizione che dalle nostre parti si tramanda da generazioni ma che negli ultimi anni, soprattutto in questa stagione, ha causato l’estirpazione di davvero troppi asparagi. Ad essere sopravvissuti all’assalto dei raccoglitori di questi ultimi giorni solo alcuni esemplari che, purtroppo, a causa dei temporali e del forte vento di queste ultime ore rischiano davvero grosso.

Nei prossimi giorni il meteo prevede schiarite, soprattutto nei giorni a ridosso di Pasqua, e i raccoglitori potrebbero giustamente pensare di tornare sui pendii tra gli uliveti della zona a raccogliere gli ortaggi, se non fosse che proprio in queste ore è scattato il divieto di raccolta. A sorvegliare le zone più frequentate, tra le frazioni di Cancellara, Roviglieto, Carpello, Belfiore, Pale e non solo, l’unità speciale di controllo “Difendiamo gli asparagi patrimonio folignate”.

“Da anni studio le erbe spontanee del territorio e l’asparago selvatico, a Foligno, ha sviluppato una rara forma di stress a causa della presenza umana – ha spiegato l’esperto di erbe spontanee intervistato da Rgunotizie –. Il problema non è la raccolta in sé, quanto ‘l’accanimento’ dei raccoglitori che appena individuato un asparago entrano in una modalità di ricerca tipo ‘cane da tartufo’: non vedono più sentieri, ma esclusivamente gli ortaggi e pensano solo a raccoglierli tutti e subito”.

Una modalità di raccolta che però rischia di mettere a repentaglio un importante parte della flora selvatica delle colline folignati dato che non si tratta di un “semplice ortaggio, ma del germoglio di una pianta perenne che avrebbe bisogno di vivere e non di essere estirpata. Se si raccolgono tutti gli asparagi – spiega – la pianta non riesce a crescere, a fare fotosintesi e a prepararsi per l’anno successivo”.

Più che legittimo quindi il divieto, definito dall’esperto come “un atto di misericordia botanica. Serve a ricordarci che lasciare qualche asparago nel campo non è un segno di debolezza, ma di intelligenza: significa garantire che ce ne siano anche l’anno prossimo, evitando di trasformare la tradizione in un ricordo raccontato ai nipoti. Rispettare il divieto oggi – conclude – è l’unico modo per continuare a vantarsi domani di ‘conoscere i posti buoni”.

Tanta tristezza però tra i raccoglitori più assidui come Luigino: “Non ce posso crede – ha detto sentito dalla redazione – era lu passa tempu preferito mia. Ce facijo a gara co l’amici mia  – ricorda commosso – e adesso non posso più vantamme de avenne corti più de loro e neanche posso più magna la frittata de sparnici che me preparava sempre la moje mia”.

… come era usanza del nostro amato direttore Fabio Luccioli, anche oggi la nostra redazione ha voluto provare a “celebrare” come faceva lui il primo d’aprile con una notizia scherzosa, sul solco di quelle realizzate negli anni passati. Buon pesce d’aprile!

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