La Polizia di Stato è tornata tra i banchi di scuola per mettere i più piccoli in guardia dai pericoli del web, promuovendo un uso consapevole dei social e degli strumenti digitali ma anche relazioni interpersonali più sane con lo scopo di allontanare le nuove generazioni da quel male che è il bullismo e che in rete trova un suo corrispettivo nel cyberbullismo. E lo ha fatto segnando una nuova tappa – di fatto la penultima – del progetto “Stop al bullismo e al cyberbullismo” promosso dall’Ufficio diocesano per i problemi sociali ed il lavoro, dal progetto “Cittadini del mondo” e dalla Caritas diocesana, presente all’evento con la referente Elisa Bedori.
L’iniziativa, lo ricordiamo, rientra tra le azioni del progetto “Lettera alla città, per il contrasto delle povertà educative” che vede in prima fila anche la Fondazione San Domenico di Foligno e la Cooperativa Densa, realizzato con il sostegno del Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Protagonisti, nella mattinata di mercoledì primo aprile, sono stati oltre 300 studenti delle prime e seconde classi della scuola media “Carducci” di Foligno. È a loro che si sono rivolti i rappresentanti della Polizia di Stato del commissariato cittadino, diretto dal vice questore Adriano Felici.
Un’occasione, dunque, per diffondere tra i ragazzi e le ragazze il rispetto reciproco ed educarli alla legalità. Nel corso dell’incontro, infatti, gli operatori hanno affrontato con i giovanissimi studenti argomenti di stringente attualità e molto vicini alla loro quotidianità, ponendo anche l’attenzione sulle conseguenze, anche giuridiche, che possono avere condotte offensive, vessatorie o denigratorie che si realizzato in presenza o, come detto, anche attraverso la rete.
Tutte questioni che sono state affrontate con esempi concreti, momenti di confronto diretto e il coinvolgimento attivo degli studenti, attraverso i quali sono stati offerti importanti spunti di riflessione ai giovani che hanno vissuto un momento di forte commozione soprattutto durante la visione di un filmato tratto da una testimonianza vera.
“Gli incontri nelle scuole – spiegano dalla Questura – si inseriscono nel più ampio impegno della Polizia di Stato volto a rafforzare il dialogo con le giovani generazioni, nella consapevolezza che la prevenzione rappresenti uno strumento fondamentale per contrastare fenomeni che possono incidere profondamente sul benessere e sulla crescita dei ragazzi. Parlare con gli studenti di bullismo e cyberbullismo – sottolineano – significa, infatti, fornire loro strumenti concreti per riconoscere comportamenti sbagliati, chiedere aiuto tempestivamente e comprendere che anche nel mondo digitale valgono le stesse regole di rispetto e tutela della persona che devono orientare la convivenza civile”.
Il prossimo appuntamento, l’ultimo di questo ciclo, è in programma per martedì 14 aprile all’Istituto tecnico economico-turistico aeronautico “Scarpellini”.




















