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Terremoto, all’Ite di Foligno gli studenti simulano cosa fare nell’emergenza

Pubblicato il 10 Ottobre 2015 13:30 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:49

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Un imponente spiegamento di forze per simulare le procedure di soccorso in caso di terremoto. Si chiama “Mass casuality incident” ed è la maxi esercitazione messa in campo dai militari dalla Caserma “Gonzaga” di Foligno con la collaborazione dell’Ite “Scarpellini” di Foligno che ha impiegato quarantacinque ragazzi nella mattinata di venerdì 9 ottobre dalle 7.45 alle 13. Oltre agli studenti, nella duplice veste di vittime e soccorritori, in totale sono state coinvolte ben dieci ambulanze, una cinquantina di uomini tra personale medico militare e dell’Usl2, dieci unità del corpo dei vigili del fuoco e altrettante della Protezione civile. E poi volontari della Croce Rossa militare, del 118, della Croce Bianca. In preparazione dell’evento sono servite quindici ore di formazione extrascolastica, ma poi gli studenti dello “Scarpellini” hanno gestito l’emergenza dentro e fuori la loro scuola di via Menotti, sotto a supervisione di ufficiali e sottoufficiali della caserma folignate. Soccorritori e vittime hanno interpretato con serietà i ruoli loro assegnati, aiutando e facendosi aiutare. Simulando svenimenti, amnesie, traumi cranici, fratture scomposte. Al termine della giornata sono arrivati anche i commenti dei ragazzi. “Oggi è il mio compleanno – esordisce Giacomo Bianchini – e sono contento di aver imparato, proprio oggi, qualcosa di nuovo”. In questo atipico “role plaiyng”, lui, neo diciottenne, interpretava la parte di un ferito con codice rosso: “Ho compreso la rilevanza che riveste la tempestività e l’efficacia dei soccorsi”. Gli fa eco Silvia Mariani, anche lei nel ruolo di vittima, con tanto di make up cinematografico: “E’ stata un’esperienza che non dimenticherò più. Ho capito quanto sia importante gestire efficacemente le emergenze”. Sara Alleori racconta invece della sua esperienza di vittima in stato confusionale, un codice verde, che ha richiesto l’intervento di uno dei venti psicologi presenti: “Ho appreso quante risorse vengano impiegate nella gestione delle emergenze. Ho capito, in particolar modo, che c’è bisogno di tutti. Che tutti devono fare la propria parte”. “Io ho scoperto una vocazione – conclude Riccardo Bibi – nel ruolo di soccorritore. Mi sono reso conto che mi gratifica molto aiutare il prossimo e sono certo che, alla fine di quest’ultimo anno di scuola, cercherò un lavoro coerente con questa mia attitudine”. Un’esperienza dall’alto valore educativo come sottolineato da Giovanna Carnevali, preside dell’Istituto: “Credo nella pedagogia del quotidiano, dell’esempio, delle buone prassi in regime di ordinarietà. La maxi esercitazione di ieri ha dato ai ragazzi la possibilità di partecipare attivamente ad un’operazione complessa di organizzazione dei soccorsi, avvicinandoli ad attività di prevenzione e di protezione civile particolarmente significative in un’età che si affaccia alla vita adulta”.

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