Comprendere le dinamiche dei conflitti per costruire una cultura della responsabilità collettiva. È questo il cuore dell’incontro dal titolo “Sguardi sul mondo che esplode, quali tentativi di Pace?”, che si terrà venerdì 24 aprile, alle 21, nel centro polivalente di Cantalupo, a Bevagna.
L’evento, organizzato dall’associazione “Omnes…oltre i confini” odv, rappresenta il primo approfondimento serale della 22esima edizione della Settimana della cultura della pace, una manifestazione che dal 23 aprile al 3 maggio animerà il territorio bevanate con l’obiettivo di promuovere gesti concreti di comunità e momenti di analisi profonda sulla contemporaneità.
Ospite d’eccezione della serata sarà Raffaele Crocco, giornalista, ideatore e direttore dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo. L’incontro offrirà l’opportunità di contestualizzare i numerosi teatri bellici che insanguinano il pianeta, cercando di andare oltre la cronaca per riflettere sulle cause strutturali che si celano dietro gli scontri.
Durante l’appuntamento verrà presentata la quattordicesima edizione dell’Atlante, rinnovata nella veste grafica e guidata dalla convinzione che la conoscenza sia un gesto necessario per “spingere le guerre fuori dalla storia”. Un’analisi che si sposa perfettamente con lo spirito della Settimana della cultura della pace, nata per offrire strumenti interpretativi in un’epoca di forte instabilità globale.
L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Bevagna e si avvale di una fitta rete di collaborazioni locali che testimoniano la vivacità associativa del territorio. Oltre ad Omnes, contribuiscono al programma la Proloco di Cantalupo – Castelbuono, il Centro di solidarietà Ape, l’Anpi di Bevagna, il Gs Piandarca e il Centro sociale di Capro.
Quest’anno la manifestazione si arricchisce ulteriormente grazie alla partecipazione dell’associazione Dopo di noi, della Pievania di Bevagna e dell’Istituto Comprensivo Bevagna–Cannara. Un impegno corale che trasforma la Settimana della cultura della pace in un percorso partecipato, dove la riflessione teorica si unisce alla pratica della cittadinanza attiva per interrogarsi sul futuro del mondo e sulle reali possibilità di dialogo tra i popoli.



















