A Foligno le forze di opposizione lanciano una raccolta firme per salvare i nidi comunali, che durerà fino al 10 maggio. Dopo le varie fasi della crisi del servizio che hanno scatenato stati d’agitazione e persino uno sciopero lo scorso 31 marzo, tra le quali anche l’annuncio dell’estinzione per il prossimo anno del tempo pieno per i più piccoli, si avvia una nuova fase della mobilitazione in loro difesa.
“Dopo il recente consiglio comunale – fanno sapere dall’opposizione – in cui la maggioranza ha scelto di non dare risposte adeguate alle criticità del servizio educativo per la prima infanzia, da ieri (martedì 5 maggio) a domenica 10 maggio sarà attiva una raccolta firme a sostegno dei nidi”.
Tutti i giorni fino alla prossima domenica, dunque, dalle 17.30 alle 19.30, in corso Cavour sarà attiva una raccolta firme che punta a chiedere al governo cittadino “un piano chiaro, trasparente e verificabile, in grado di garantire continuità educativa, qualità del servizio, stabilità del personale e piena tutela del tempo pieno, contro riduzioni e soluzioni emergenziali”.
“Sono già centinaia – gridano le forze di minoranza –, le firme raccolte nei giorni scorsi. Nelle ultime settimane è stata evidenziata da più parti la preoccupazione delle famiglie, delle educatrici e del personale scolastico, così come i dubbi in relazione alle scelte della giunta sulla riorganizzazione dei nidi comunali”. “La raccolta firme – concludono – rappresenta un passaggio concreto di mobilitazione che proseguirà anche nei prossimi giorni per riportare i nidi comunali al centro dell’agenda amministrativa di Foligno.
La situazione, lo ricordiamo, è figlia delle vicende nate dopo la dichiarazione dello stato di agitazione da parte del personale dei nidi comunali, i quali accusavano problemi legati a organici, sostituzioni, carichi di lavoro, organizzazione dei turni e gestione del precariato. A questo è seguito il mancato tentativo di conciliazione tra il Comune e le forze sociali, che hanno così indetto lo sciopero del 31 marzo.
Nel frattempo palazzo Orfini Podestà aveva annunciato il tentativo di rimediare alla situazione con l’assunzione di un educatrice nel breve termine e di un’altra entro febbraio 2027, facendo ricorso al Piao (Piano integrato attività organizzazione). La scelta, però, è arrivata insieme a quella di restringere il servizio: i bambini da 3 a 12 mesi non potranno rimanere in carico alle educatrici oltre le 13.30, mentre solo la metà dei più grandi potrà accedere al riposo pomeridiano che va dalle 13.30 alle 15.30, comportando il necessario ritorno a casa degli altri.



















