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Nidi comunali, dal 9 giugno sciopero degli straordinari

Dopo lo sciopero del 30 marzo scorso, le educatrici tornano ad incrociare le braccia, questa volta per 30 giorni. Rsu: "Non contro le famiglie, ma per difendere il servizio"

Pubblicato il 1 Giugno 2026 12:22 - Modificato il 12 Agosto 2026 08:53

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Dal 9 giugno, per 30 giorni, le educatrici dei nidi comunali di Foligno daranno il via allo sciopero degli straordinari. A seguito dell’assemblea del personale dello scorso giovedì 28 maggio, convocata per decidere quali azioni intraprendere di fronte alle persistenti criticità organizzative, le forze sociali e le lavoratrici hanno deciso di intraprendere ulteriori azioni a tutela dei propri diritti.

“Il motivo è concreto – fanno sapere dalla Rsu del Comune di Foligno –, da mesi il servizio funziona solo perché le lavoratrici coprono assenze, prolungano i turni e gestiscono emergenze quotidiane oltre l’orario previsto. Organici insufficienti, sostituzioni non garantite, ferie difficili da pianificare: un equilibrio sempre più fragile che pesa sulle spalle del personale”.

Secondo i sindacati lo sciopero “non è contro le famiglie, ma per difendere un servizio pubblico che vale per tutta la città”. “Chiedere condizioni di lavoro dignitose – spiegano – significa chiedere nidi sicuri, continui e attenti. Le richieste al Comune sono chiare: assumere il personale necessario, stabilizzare chi lavora da anni in modo precario, costruire un sistema affidabile di sostituzioni, rispettare orari e diritti”. “Se non arriveranno risposte concrete – concludono –, sono già previste ulteriori iniziative di mobilitazione”

In questo momento, di fatto, i problemi fondamentali sono quelli legati a organici insufficienti, sostituzioni non strutturate, ferie difficili da garantire e straordinari ricorrenti. A pesare, nel dettaglio, le mancate stabilizzazioni e, soprattutto, il fatto che il Comune non abbia ancora trovato le educatrici utili a sostituire stabilmente i tre pensionamenti previsti entro luglio. Tali criticità sono state manifestate da mesi, tanto da portare all’indizione dello stato di agitazione lo scorso 16 gennaio e, poi, allo sciopero del 31 marzo.

Lo sciopero degli straordinari, dunque, sarà la vera prova del nove: secondo i sindacati a reggere sulle proprie spalle la continuità del servizio è proprio la disponibilità delle educatrici a svolgere turni straordinari. Quando verranno a mancare, dunque, potrebbero evidenziarsi ulteriori criticità, finora sopite e nascoste dal senso di responsabilità delle dipendenti comunali.

Al momento, l’unica risposta concreta – per quanto già ampiamente criticata – sembra essere stata quella di una sperimentazione che prevede la riduzione degli orari per la fascia 0-12 e il dimezzamento dei posti per il riposo pomeridiano per quelle più grandi. Attraverso il Piano integrato di attività e organizzazione, poi, palazzo Orfini Podestà ha previsto l’ingresso di una nuova educatrice a breve e di un’altra entro febbraio 2027. Ma, perlomeno al momento, non sembra essersi manifestata alcuna novità in questa direzione.

La notizia arriva anche all’indomani della bocciatura in consiglio comunale della mozione presentata dalla minoranza per impegnare sindaco e giunta a rafforzare il proprio impegno politico ed economico nel sostenere il servizio dei nidi, oltre che della riunione della terza commissione consiliare che ha visto le due ali dell’assise scontrarsi sul tema senza giungere ad un punto d’incontro. 

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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