Dopo due giorni di stop, riprende lo sciopero degli straordinari indetto da sindacati ed Rsu in difesa di nidi comunali di Foligno. Da domani (martedì 16 giugno) le educatrici torneranno, infatti, ad incrociare le braccia, con la mobilitazione che dovrebbe proseguire – salvo novità – fino all’8 luglio prossimo. Lo sciopero, lo ricordiamo, era stato interrotto lo scorso venerdì, quando le forze sociali avevano annunciato una tregua di due giorni, auspicando una convocazione da parte dell’amministrazione comunale. Una decisione che era maturata, avevano spiegato, dopo un confronto con alcune famiglie e le educatrici, ma soprattutto alla luce di una richiesta formale dal parte dell’Ente per ridurre i disagi e cercare una soluzione. Come annunciato in quell’occasione, però, “in assenza di convocazione o di risposte positive, concrete e verificabili” la mobilitazione sarebbe ripresa. Ed è quello che, di fatto, sta accadendo. Le risposte attese non sono arrivate e la linea scelta viene, dunque, confermata. Intanto, secondo quanto trapela, il Comune avrebbe convocato le famiglie per un incontro in programma nella giornata di mercoledì 17 giugno.
Tornando, invece, allo scorso venerdì, le sigle sindacali di Uil Fp, Fp Cgil, Cisl Fp e Usb avevano avuto modo di interloquire con la dirigente dell’area Servizi sociali e scolastici. Un incontro, quello che li aveva visti sedere al tavolo con Sandra Ansuini, che le forze sociali avevano valutato “utile e costruttivo sul piano tecnico-organizzativo”, ma che non avrebbe potuto sostituire un confronto diretto con il sindaco e l’assessore competente, chiamati a risolvere “problemi strutturali” che, avevano sottolineato i sindacati, “richiedono scelte politiche e amministrative”. Scelte legate a organici, sostituzioni tempestive, stabilizzazioni, continuità educativa, programmazione del servizio, risorse, qualità del nido e condizioni di lavoro del personale educativo. I sindacati, inoltre, si erano detti pronti “a valutare ogni proposta seria che riduca i disagi, ma non soluzioni che sterilizzino la vertenza senza affrontarne le cause”.
Intanto a scendere in piazza per tenere alta l’attenzione sulla vicenda erano state anche le famiglie: lo avevano fatto una prima volta lo scorso martedì in occasione del consiglio comunale, quando, passeggini al seguito, si erano presentati nella sala in cui era in corso la seduta, interrompendola, per poi essere ricevuti dall’assessore Ugolinelli; poi, di nuovo, sabato sera durante il corteo storico della Quintana, quando al passare della giunta avevano mostrato striscioni di protesta, gridando a gran voce lo slogan “Bambini primi cittadini”. Con i genitori che, il giorno seguente, erano tornati sulla vicenda criticando l’atteggiamento del sindaco. “Abbiamo riscontrato da parte del sindaco una mancanza di rispetto nei nostri confronti – avevano lamentato -, avrebbe dovuto far capire che stava recependo il nostro messaggio, invece di mandare baci al nostro indirizzo o fare il gesto della vittoria”. Un muro contro muro che si è ripetuto anche sabato sera quando la polizia locale ha rimosso uno striscione affisso sulla ringhiera che si trova davanti alla statua dell’Alunno, a Porta Romana, su cui campeggiava la scritta “Nidi comunali: diritto di tutti”.




















