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La seconda commissione si schiera a favore di una città accessibile per tutti

L'obiettivo è quello di mappare barriere architettoniche e agire su tutti gli edifici pubblici che riscontrano criticità. L'assise ha visto intervenire varie associazioni per sottolineare problemi e trovare soluzioni. Frigeri: "incontro fondamentale per avviare il lavoro"

Pubblicato il 17 Giugno 2026 12:46 - Modificato il 17 Giugno 2026 15:16

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Dalla mappatura delle aree inaccessibili, fino ad agire, mano a mano, su tutti gli edifici pubblici in cui si riscontra la presenza di barriere architettoniche. Dalla riunione del 16 giugno della seconda commissione consiliare si è levata una voce univoca e chiara: lavorare per garantire accessibilità a tutti nella città di Foligno.

La commissione coordinata da Nicola Badiali (Forza Italia) è stata richiesta dai rappresentanti dell’opposizione e ha coinvolto diverse associazioni ed enti: dall’Ordine degli architetti di Perugia, a quello degli ingegneri, passando per l’associazione Festival per le città accessibili e il distretto folignate della Usl Umbria 2.

Per quella che è stata, forse, la prima volta nella legislatura attuale, durante l’incontro la sala consiliare non ha trovato un’opposizione politica tra maggioranza e opposizione, ma, anzi, ha visto i due schieramenti dialogare con gli ospiti della commissione per trovare soluzioni possibili e una direzione da seguire per rendere Foligno una città più accessibile. 

Proprio come spiegato da Marco De Felicis, ex capogruppo Lega, nel suo intervento: “È un estremo piacere partecipare a questa commissione. Si sta svolgendo – ha detto – come se fosse già un grande tavolo di lavoro, auspico che i prossimi incontri sul tema possano essere proprio così”.

“Sono molto contenta che ci siano realtà e associazioni qui per parlare di accessibilità – ha esordito il consigliere di Patto X Foligno, Maria Frigeri, tra le principali promotrici della riunione della commissione –. Quando entrai in amministrazione nel 2009 feci un giro per la città con una persona con disabilità: in quell’occasione ebbi la possibilità di rendermi conto della situazione di ampia inaccessibilità della città, che non è mutata in maniera sostanziale da all’ora ad oggi. Motivo per cui incontri di questa natura sono fondamentali per evidenziare il problema e agire per risolverlo”.

In corso d’opera sono stati tanti gli interventi delle associazioni e dei loro rappresentanti, tra analisi della situazione attuale e possibili soluzioni di breve, medio e lungo termine. Su tutti, l’ex presidente dell’associazione Festival per le città accessibili, Giorgio Raffaelli, ha spiegato come “la città di Foligno è di per sé accessibile, data la sua natura pianeggiante. Oggi – ha aggiunto –, purtroppo, lo è molto meno rispetto al passato. Negli ultimi anni è mancata la capacità di cogliere la ricchezza della città, rappresentata dal fatto che questa si sviluppa in pianura e che possiede poche barriere architettoniche”.

“Ci sono varie realtà – ha sottolineato –, anche pubbliche, che sono difficilmente accessibili per le persone con disabilità. Tra queste lo stesso sportello del cittadino, che ha un ingresso senza rampa, con la stessa posizionata solo all’uscita. Un ragionamento che si può applicare anhe alla biblioteca, una struttura bellissima, ma dotata di porte difficili da oltrepassare per persone con disabilità. Foligno – ha concluso – ha le possibilità di essere molto accessibile: è quasi un delitto che questo valore non venga sfruttato”.

All’intervento di Raffaelli, sono seguiti anche quelli degli altri rappresentanti delle associazioni presenti, i quali hanno sottolineato come indispensabili siano le implementazioni in fatto di accessibilità, che vanno dai sottotitoli nei maxi schermi durante le manifestazioni, al potenziamento dell’offerta di pannelli informativi dotati di scritte in braille, soprattutto nell’ambito culturale. Particolare attenzione è stata data alla necessità di lavorare sulla sensibilizzazione a queste tematiche.

Anche le scuole sono state oggetto di discussione: “L’accessibilità per i bambini è un tema fondamentale – ha asserito Sarah Gubbini, del centro ausili del distretto di Foligno della Usl Umbria 2 –. È importante,  che la scuola sia un edificio accessibile. In quella di Santa Caterina, ad esempio, non ci sono strutture che permettono a tutti i bambini in carrozzina di salire alla mensa al piano di sopra, creando oggettivi disagi. In altri casi, come nella scuola di Fiamenga, fino a poco tempo fa, il bagno per chi ha bisogno di un lettino non era sempre pienamente accessibile”. 

Le delegazioni degli Ordini degli ingegneri e degli architetti di Perugia, poi, hanno provato a tracciare un quadro delle soluzioni. La mappatura integrale del centro storico sotto il punto di vista dell’accessibilità è stato ritenuto un primo passo per poi lavorare sulle varie questioni critiche della città, mentre successivamente sono state elaborate delle proposte più tecniche.

Tra queste la creazione di percorsi sensoriali in tutta la città e l’introduzione di obblighi per i privati. Rispetto alle nuove strutture dei complessi commerciali industriali, in particolare, la suggestione è stata quella stimolare attenzione nella progettazione dei marciapiedi e degli attraversamenti pedonali, così che possano essere davvero fruibili per tutti.

Lo svolgimento della commissione ha anche visto intervenire gli assessori Marco Cesaro e Decio Barili. Quest’ultimo, soprattutto, ha sottolineato la necessità di “fare uno scatto culturale, dobbiamo far fiorire Foligno in questo ambito. Poiché è una città che si presta e deve essere un esempio di accessibilità. Sarebbe opportuno procedere nella concertazione – ha evidenziato –, proprio come stiamo facendo attraverso questa commissione. Le associazioni si sono messe a disposizione e sfrutteremo questa disponibilità per fare ciò che negli ultimi anni doveva essere fatto, ma non è stato portato a compimento”.

Dopo gli assessori, lo stesso responsabile del Servizio Musei del Comune di Foligno, Roberto Silvestri, ha sottolineato come, finora, palazzo Orfini Podestà abbia “lavorato per introdurre percorsi accessibili nei propri musei” e come l’intenzione sia di completare, con forze ancora da trovare, il progetto avviato nel 2022 attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che “puntava all’eliminazione delle barriere architettoniche e cognitive dei musei pubblici”. 

“Attraverso l’input del progetto – ha  aggiunto Silvestri – abbiamo programmato interventi di riqualificazione della biblioteca centrale, analizzato sotto il profilo settoriale le mappe di accessibilità che ci ha fornito Giorgio Raffaelli e, partendo dai parcheggi limitrofi al centro storico, abbiamo studiato vari percorsi per raggiungere piazza della Repubblica, individuandone le criticità. L’analisi, poi, si è anche estesa ai trasporti e ai relativi disagi, come alla mancanza di aree di sosta. Purtroppo – ha concluso – ci siamo dovuti fermare perché non abbiamo ottenuto il finanziamento richiesto”.

Al netto dei vari interventi, sembra che presto la seconda commissione tornerà a riunirsi sul tema, per comporre una strategia d’azione, utile a risolvere i tanti problemi evidenziati.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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