27.2 C
Foligno
venerdì, Luglio 3, 2026
HomeEconomiaSaldi estivi al via il 4 luglio in Umbria: prevista una spesa...

Saldi estivi al via il 4 luglio in Umbria: prevista una spesa media di 201 euro a famiglia

Confcommercio stima 3,2 miliardi di acquisti a livello nazionale. Petrini: "Inderogabile una nuova regolamentazione, il far west dei pre-saldi danneggia consumatori e imprese"

Pubblicato il 3 Luglio 2026 12:11 - Modificato il 3 Luglio 2026 12:50

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Cinque mesi per valorizzare le identità locali: torna “Intrecci di terre e sapori”

Partita a luglio la rassegna punta ad offrire esperienze profonde e differenziate attraverso una strategia di promozione turistica che coinvolgendo otto borghi umbri

Rural Voices 2030: a Foligno una Stazione Parlante per dare voce alle aree rurali

Due giorni di interviste e testimonianze su suolo, biodiversità, pari opportunità e futuro delle aree interne, tra palazzo Candiotti e Volperino. Appuntamento oggi dalle 18.30 e sabato 4 luglio dalle 18

Al via domani (sabato 4 luglio) i saldi estivi anche in Umbria, come nel resto della Penisola. Secondo le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio, quest’anno ogni famiglia spenderà in media 201 euro per l’acquisto di capi scontati, pari a 91 euro pro capite, per un valore complessivo a livello nazionale di 3,2 miliardi di euro. Sempre secondo le stime, saranno circa 16,1 milioni le famiglie che approfitteranno delle offerte.

A commentare l’avvio della stagione è stato Carlo Petrini, presidente di Federmoda Umbria Confcommercio, che ha spiegato come “la troppo anticipata data di avvio in piena stagione estiva e un andamento delle vendite piuttosto modesto da marzo a giugno rendono l’avvio dei saldi estivi un’occasione ghiotta per i consumatori, che possono fare veri affari avendo a disposizione un vasto assortimento”.

Petrini, però, ha sottolineato come il significato stesso dei saldi sia cambiato nel tempo: “Un tempo erano lo strumento per svuotare i magazzini, oggi questo aspetto è molto ridotto, perché sono pochissime le attività che accumulano merce: servono soprattutto per fare liquidità”.

Al centro del ragionamento di Federmoda Umbria c’è però, soprattutto, la richiesta di una nuova regolamentazione del settore. “Il far west che si registra con i cosiddetti pre-saldi o saldi privati – ha evidenziato –, che premiano i furbetti, la concorrenza dell’online, che fa sconti quando e quanto vuole, rendono inderogabile arrivare a una nuova regolamentazione della materia” .

È proprio per questo motivo che Federmoda Umbria e Confcommercio Umbria stanno lavorando da tempo sui tavoli nazionali e regionali per la riforma della disciplina delle vendite straordinarie, con proposte concrete presentate anche alla Regione Umbria nell’ambito dei lavori di riforma del Testo Unico del Commercio.

La proposta più rilevante, in questo senso, riguarda l’introduzione di due nuovi periodi di saldi stagionali: i primi saranno quelli di primavera dal 24 maggio all’8 giugno e saldi d’autunno dal 15 al 30 novembre, della durata massima di 15 giorni ciascuno, con un intervallo a prezzo pieno tra il 9 giugno e il 31 luglio.

Tra le altre richieste, la conferma del divieto di reintegro della merce durante le liquidazioni, il mantenimento del periodo di inattività di 180 giorni dopo una liquidazione per cessazione di attività e il divieto di vendite promozionali sui prodotti non alimentari stagionali dal 1° dicembre fino all’avvio dei saldi invernali. “Norme chiare, controlli sul loro rispetto, sanzioni per chi non si adegua — ha concluso Petrini —: se non si arriverà a questo, sui saldi ci sarà sempre maggior confusione”.

In aggiunta, per chi si appresta a fare acquisti, Fedemoda e Confcommercio hanno stilato una lista di raccomandazioni e principi da ricordare rispetto ai saldi: prima di tutto, i cambi sono generalmente lasciati alla discrezionalità del negoziante, salvo che il prodotto sia danneggiato o non conforme, nel qual caso scatta l’obbligo di riparazione o sostituzione.

La prova dei capi, poi, non è obbligatoria, come è chiaro l’obbligo per i commercianti di accettare i pagamenti con carta di credito. I capi in saldo devono avere carattere stagionale o di moda. Sul prezzo esposto, in base alla Direttiva omnibus, deve essere indicato il prezzo più basso applicato nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi, lo sconto applicato e il prezzo finale.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

Articoli correlati