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Barriere a Foligno: il racconto di una passeggiata impossibile

Il viaggio nel cuore della città con Barbara Bibi svela la difficoltà, per chi si muove in sedia a rotelle, di accedere a negozi, bar e uffici comunali. L'allarme dell’Associazione Festival per le città accessibili: “Serve una svolta culturale”

Pubblicato il 10 Luglio 2026 15:17 - Modificato il 10 Luglio 2026 15:48

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Percorrere qualche metro in centro storico e rendersi conto di non avere la possibilità di entrare in bar, negozi di abbigliamento, ristoranti o altri esercizi commerciali. Questa è la realtà che ogni giorno vivono le persone con ridotta mobilità, che si muovono in sedia a rotelle. Negli scorsi giorni abbiamo fatto un breve giro del centro storico di Foligno con Barbara Bibi per capire e toccare effettivamente con mano quali siano le difficoltà che ogni giorno si trovano a dover affrontare le persone con disabilità.

In pochi metri di tragitto abbiamo riscontrato ostacoli all’ingresso di quasi tutti gli esercizi commerciali, ad eccezione di due attività. E, in alcuni casi, anche alla richiesta di poter posizionare una rampa all’ingresso per poter entrare, ci è stato risposto che non era possibile.
“Una situazione assurda – fa notare Giorgio Raffaelli, ex presidente del Festival per le città accessibili – perché tutti gli esercizi commerciali dovrebbero rispettare le regole per l’accessibilità”.

Il primo passo per migliorare la situazione sarebbe culturale: “Si dovrebbe promuovere la Foligno accessibile e fare in modo che gli esercizi commerciali abbiano un riconoscimento culturale e il piacere di appartenere a una città che si considera e si offre come accessibile a tutti. Sorvolare sull’accessibilità – conclude – vuol dire mettere delle barriere, creando una città che non è di tutti e che non sarà accessibile ad alcune persone”. Cambio culturale che dovrebbe partire anche dai cittadini che spesso, come riscontrato anche durante la passeggiata, mettono in atto comportamenti non corretti, come parcheggiare il proprio veicolo sulle rampe dei marciapiedi o degli esercizi commerciali.

Un tema, quello dell’accessibilità, già trattato nel numero 24 della Gazzetta di Foligno, e sul quale sembra qualcosa in città si stia muovendo. Di recente, infatti, gli esponenti di maggioranza e opposizione ne hanno discusso nel corso di una commissione consiliare dedicata con i referenti degli ordini degli architetti e degli ingegneri di Perugia, ai rappresentanti di diverse associazioni e del distretto folignate dell’Usl Umbria 2, proprio con l’intento di rendere Foligno più accessibile a tutti. “Tutti insieme – sottolinea Maria Frigeri, consigliera di opposizione per Patto X Foligno – vogliamo far crescere questa sensibilità a partire dai tecnici, da chi controlla, fino ad arrivare a chi vive quotidianamente la città, perché sia veramente di tutti”.

Tornando alla passeggiata, alcune difficoltà sono state riscontrate anche all’ingresso degli uffici del Comune. Tra questi lo sportello del cittadino che presenta una rampa nell’uscita dell’ufficio ma non all’ingresso con una porta pesante con l’apertura verso l’esterno che non consente l’entrata in autonomia delle persone con disabilità. Privo di rampa, invece, l’ufficio della Polizia locale in piazza Matteotti.

“La mia città ideale – spiega Barbara Bibi – è una città accessibile a tutti: a noi persone con disabilità motorie, alle persone con disturbo autistico, ma anche alle persone non vedenti o sordomute. Basta mettere in atto dei piccoli accorgimenti per avere una grande città”.

Tante a Foligno non solo le persone con difficoltà motorie, ma anche quelle con disabilità cognitive o sensoriali. Tra quest’ultime la comunità delle persone non udenti che solo a Foligno conta più di 80 persone. “Per le persone sorde che non hanno nessuno, è una difficoltà continua – spiega Claudia Guardino, presidente del Festival per le città accessibili e interprete Lis –. Uscire e cercare indicazioni per raggiungere un luogo che non conosci in una città sconosciuta diventa davvero complicato perché la comunicazione è la prima barriera. Se, ad esempio, ci fossero cartelli indicativi chiari ben esposti, allora già elimineremmo una barriera”.

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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