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Raccolta differenziata, Foligno cresce ma resta sotto la media regionale

Il rapporto Arpa 2025 fotografa il Sub-ambito 3 come l'area più critica della regione. Solo sei comuni su ventidue superano il 65%, nonostante la crescita sia la migliore dell'Umbria. L'obiettivo regionale punta al 75% entro il 2028

Pubblicato il 17 Agosto 2026 17:38 - Modificato il 17 Agosto 2026 17:39

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Nel 2025 la raccolta differenziata in Umbria si è attestata al 70,1%. Un dato in crescita di mezzo punto percentuale rispetto all’anno precedente. Secondo il rapporto Arpa relativo allo scorso anno, Foligno ha raggiunto il 65,1%, coerentemente con la crescita dei primi mesi del 2026, che, stando a quanto riferito di Vus, l’hanno vista arrivare al 67%. Il miglioramento tra il 2025 e il 2024 è di 3,8 punti, ma si rimane ancora al di sotto della media regionale e lontano dagli obiettivi fissati dalla Regione, che chiede il 75% entro il 2028 e l’80% entro il 2030.

I NUMERI SU FOLIGNO

Lo scorso anno la città della Quintana ha prodotto complessivamente 34.432 tonnellate di rifiuti urbani, pari a 623 chili pro capite per residente, un dato superiore alla media regionale di 547,2 kg. Su questa produzione, 22.405 tonnellate sono finite nella raccolta differenziata, per una media pro capite di 405 chili, mentre 12.027 tonnellate sono state conferite come rifiuto non differenziato, con la media pro capite che, stavolta, si è attestata sui  217 chilogrammi. Il rifiuto urbano residuo — cioè quello effettivamente destinato allo smaltimento senza recupero — si è fermato a 208 chilogrammi per residente, un numero ancora distante dall’obiettivo regionale di 100 chili, fissato da palazzo Donini per il 2030.

Il miglioramento del 3,8% rispetto al 2024 è stato il dato più positivo dell’anno per la città. Il rapporto Arpa ha evidenziato, tuttavia, che la crescita registrata nel primo semestre è legata principalmente alla componente del servizio pubblico, mentre l’ulteriore incremento nel quarto trimestre è stato dovuto, in parte, ai rifiuti conferiti al di fuori del servizio pubblico di raccolta — le cosiddette “utenze non domestiche extra” — dichiarati prevalentemente nell’ultimo trimestre.

Vale la pena notare che la percentuale calcolata sul solo servizio pubblico si è fermata al 62,3%, con uno scarto di 2,8 punti rispetto al dato totale. Ciò significa che quasi tre punti percentuali di differenziata vengono da flussi extra servizio pubblico.

IL SUB-AMBITO 3: L’AREA PIÙ CRITICA DELL’UMBRIA

Foligno è la città più grande del Sub-ambito 3. Ambito oggi gestito da Valle umbra servizi e comprendente il territorio di ventidue Comuni, tra cui Spoleto, Trevi, Spello, Nocera Umbra, Montefalco e i municipi dell’Alta Valnerina. Quest’ampia fetta della Regione corrisponde all’area più in difficoltà sul fronte della raccolta differenziata, con una percentuale media del 60,4%: quasi dieci punti in meno della media regionale del 70,1% e quindici punti sotto il Sub-ambito 4, il più virtuoso dell’Umbria con il 75,3%.

Il dato del Sub-ambito 3, in crescita di 1,8 punti rispetto al 58,6% del 2024, è quello che è migliorato di più in tutta l’Umbria, ma il divario con il resto della regione rimane molto ampio. Un elemento ulteriore aggrava il quadro: nel Sub-ambito 3 la differenza tra la percentuale calcolata sul totale dei rifiuti urbani e quella calcolata sul solo servizio pubblico è la più alta di tutta la regione, pari a 5 punti percentuali. Senza il contributo dei rifiuti extra gestore, la differenziata nell’area scenderebbe al 55,4%.

Solo sei comuni su ventidue superano il 65% di raccolta differenziata. Il valore più alto dell’area è quello di Gualdo Cattaneo, al 72,6%, seguito da Spoleto al 66,1% e Foligno al 65,1%. Dodici comuni non raggiungono il 50%, tra cui i nove dell’Alta Valnerina, ma anche due comuni con oltre 5mila abitanti, come Montefalco, fermo al 46,9%, e Nocera Umbra, al 34,4%. Nell’area ricade inoltre Poggiodomo, dove non viene effettuata la raccolta differenziata.

Sul fronte della produzione pro capite di rifiuto urbano residuo, il Sub-ambito 3 presenta il dato più alto della regione: 232 kg per residente, contro una media di 156 kg e il 106 kg del Sub-ambito 4. Un gap importante, che segnala come in quest’area finisca ancora nell’indifferenziato una quota di rifiuto significativamente superiore al resto dell’Umbria.

Rispetto al 2024, sette comuni del sub-ambito mostrano un peggioramento dell’indicatore (Valtopina, Sellano, Giano dell’Umbria, Castel Ritaldi, Trevi, Bevagna e Poggiodomo). Gli undici comuni che hanno invece registrato incrementi superiori a un punto percentuale includono Foligno e Spoleto, che guidano la direzione giusta ma non bastano a trainare un’area che deve ancora compiere un salto significativo per avvicinarsi agli obiettivi regionali.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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