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La morte come luce generativa al centro della 47esima edizione di “Segni Barocchi Festival”

Dal 28 agosto al 5 settembre il centro storico di Foligno si calerà nel pieno dell’atmosfera tipica del 1600 e del 1700 tra spettacoli teatrali, eventi musicali e convegni che graviteranno attorno al tema dei “Paradisi perduti”. Daniele Salvo: “Una rassegna che parla all’anima dell’uomo”

Pubblicato il 11 Agosto 2026 17:10 - Modificato il 11 Agosto 2026 17:11

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“Nel Barocco c’è un’idea rigenerativa e non annichilente della morte. Un aspetto della vita che viene esibito come un qualcosa che può generare luce”. Con queste parole il direttore artistico di “Segni Barocchi”, Daniele Salvo, ha presentato 47esima edizione della rassegna dal titolo “Paradisi perduti, Vanitas vanitatum – memento mori” che animerà il centro storico di Foligno dal 28 agosto al 5 settembre. Nove giorni in cui la città si calerà nel pieno dell’atmosfera barocca tra spettacoli teatrali, eventi musicali, convegni e non solo.

“Nella nostra società – ha detto poi Salvo – c’è una rimozione del tema della morte. Un aspetto della vita cui tutti pensiamo quotidianamente ma che, allo stesso tempo, facciamo finta non esista”. Un tema che nel Barocco viene percepito in modo differente dall’odierno e sul quale il festival folignate vuole portare alla riflessione. Una rassegna che punta a “parlare all’anima dell’uomo – ha aggiunto il direttore artistico – incarnando la funzione di elevazione spirituale dell’arte”.

Tema dell’edizione 2026 – come detto – “Paradisi perduti”, un viaggio artistico e spirituale che mette al centro il tema della caducità, del limite e della morte come esperienza fondativa della modernità. Accanto, il motto dell’Ecclesiaste, Vanitas vanitatum e omnia vanitas, non è un semplice richiamo iconografico ma la chiave di lettura di un’intera epoca e, insieme, del presente. Il barocco, inoltre, non è un periodo in cui la morte viene rimossa, ma esposta: non nasconde l’ombra ma la illumina. Ed è in questa tensione tra splendore e dissoluzione che si colloca il percorso del festival.

“La cultura non è un costo – è intervenuta l’assessore alla Cultura del Comune di Foligno, Alessandra Leoni – ma un investimento nella comunità e nelle capacità del territorio di raccontarsi”. Quarantasette edizioni del festival “dimostrano ciò che siamo stati e la volontà che c’è di rinnovare, ma anche di far sì che il pubblico si avvicini all’arte e alla cultura. Foligno è molto viva e capace di lasciare un segno e il direttore artistico Daniele Salvo, insieme a Daniela Giglio – ha sottolineato – permettono ogni anno al Festival di crescere”.

“Siamo orgogliosi di poter contare su una direzione artistica di questo spessore – ha invece detto il vicesindaco, Riccardo Meloni – e su un evento che, da 47 anni, rappresenta un appuntamento importante per la città”.

Per Cristiano Antonietti, segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno che ha patrocinato l’iniziativa, “Segni Barocchi” non rappresenta solo una “serie di eventi, ma un percorso che cerca di mettere in relazione il passato con la contemporaneità sottoponendo ai visitatori i temi esistenziali dell’uomo”. “Sosteniamo questo percorso – ha detto – perché stimola il senso critico di chi vi partecipa e le nuove generazioni”.

IL PROGRAMMA

A dare il via alla rassegna, il 28 agosto alle 20.30 nella corte di palazzo Trinci, il “Premio ‘Segni Barocchi’ 2026” che verrà assegnato a Ugo Pagliai, protagonista del teatro italiano. Subito dopo alle 21.15 è in programma “Paradisi Perduti” a cura di Daniele Salvo con Giuseppe Zeno, evento nel corso del quale verrà letto l’Ecclasiaste, noto anche come libro di Qoelet.

Si proseguirà il 29 agosto, sempre presso la corte di palazzo Trinci alle 21, con il concerto finale “Io la musica son” degli allievi della summer master class, con il docente Walter Testolin e Dario Carpanese al clavicembalo. Iniziativa frutto di una collaborazione portata avanti con gli Amici della Musica di Foligno.

Il 30 agosto, alle 21, all’Oratorio del Crocifisso andrà in scena un altro evento musicale con “Momento Mori”, recital pianistico di Giulio Mazzocante, pianista riconosciuto a livello internazionale, che aprirà l’itinerario artistico con la sonata op.57 “Appassionata” di Ludwig Van Beethoven.

Si tornerà poi alla corte di palazzo Trinci il 31 agosto, alle 21, con “May and Elizabeth, due regine per una corona”, a cura di Daniele Salvo, con Melania Giglio, Diletta Masetti, Tommaso Sartori e Alessio Messersì. Lo spettacolo porterà in scena la vicenda tratta dalla tragedia “Maria Stuarda”.

Il primo settembre, alle 18.30, si entrerà nel vivo delle conferenze con “Vanitas, specchi e trionfi”, a cura di Maura Del Serra, poetessa di rilievo internazionale, considerata la massima rappresentante di un teatro poesia di grande qualità lirica e drammaturgica. L’incontro verrà accompagnato dalle letture di Melania Giglio e Daniele Salvo.

Sempre il primo settembre nella corte del palazzo cittadino, alle 21, a prendere la scena sarà “L’uomo e il diavolo” da Marlowe, Dostoevskij, Goethe, Macchiavelli, Shaw, Bulgakov. A cura di Guglielmo Ferro con reading di Moni Ovadia e Graziano Piazza.

Protagonista del Festival anche Caravaggio con lo spettacolo “Il sole nero” in programma per il 2 settembre al teatro San Carlo alle 21. Un’opera con regia e scene di Giacomo Andrico e musiche di Claudio Smussi, nel corso della quale prenderà vita un intenso corpo a corpo teatrale con l’ombra e la verità della carne.

Il 3 settembre sarà la volta di Gian Lorenzo Bernini con lo spettacolo “Gran teatro Bernini”, sull’estetica del poliedrico artistica, previsto alle 21 all’auditorium “San Domenico”, con la regia di Francesco D’Alfonso.

Ad ospitare le iniziative di “Segni Barocchi” sarà anche il “Nuovo Cinema Vittoria” dove il 4 settembre andrà in scena “L’acqua, il mare e i naufragi nel teatro di Shakespeare”, una conferenza spettacolo di Giuseppe Manfridi. Lo stesso giorno all’auditorium “San Domenico” si svolgerà “Vanità (delle vanità)”, dramma per musica in un quadro e due scene con libretto e musica di Marco Podda.

Il gran finale del festival si svolgerà sabato 5 settembre con la Notte Barocca, in collaborazione con l’Ente Giostra della Quintana di Foligno. L’evento inizierà dalle 18 nel centro storico di Foligno con delle scene itineranti del “Don Chisciotte” a cura di Daniele Salvo e Melania Giglio. Alle 22.30 si arriverà in piazza San Domenico con “Chisciotte, l’incanto del cavaliere” dell’Accademia Creativa, uno spettacolo tra danza aerea, trampoli, fuoco e recitazione. Un grande evento che ha già debuttato al Festival Medievale e rinascimentale di Anagni, che ha riscosso il plauso di critica e pubblico.

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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