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Foligno, accanto al monumento spunta il cantiere per un distributore. Mismetti: “Nessuna autorizzazione”

Pubblicato il 17 Dicembre 2015 18:46 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:08

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L’antico monumento funebre di epoca romana, situato lungo la strada statale 316 tra Foligno e Bevagna, si tinge di rosso. E’ questo il colore predominante che negli ultimi giorni, affacciandosi alle finestre, hanno notato i cittadini della zona, frastornati per aver visto due zone attigue delimitate proprio da recinzioni rosse. Una più ampia, che sembra essere spuntata all’improvviso per costruire una pompa di benzina e una più piccola, per i rilievi della Soprintendenza, volti a verificare la presenza di reperti nel sito. Infatti, accanto all’ipotetica pompa di benzina, c’è parte di un celebre monumento risalente all’epoca romana, fiore all’occhiello di un’antica e importante via commerciale dell’epoca. Il sito, probabilmente, apparteneva ad una ricca famiglia proprietaria terriera, simbolo di chi viveva e moriva sulla propria terra. C’è chi si è indignato all’ipotesi di vedere accanto ad un monumento di circa 2000 anni, un distributore. La questione è stata segnalata su Facebook anche da alcune persone. Alle preoccupazioni dei cittadini e degli esperti, che si sono appellati ad importanti associazioni come il Fai, l’Archeoclub e il Gruppo archeologico di Bevagna, ci sono quelle della Sopraintendenza che sta effettuando tutti i rilievi necessari per capire come mai proprio lì debba nascere un distributore di benzina. A cercar di far luce sulla vicenda è il sindaco di Foligno, intervenuto ai microfoni di Radio Gente Umbra. “Ad oggi sulla concessione c’è un diniego da parte dell’Urbanistica – dichiara Nando Mismetti – poiché c’è stata questa richiesta con la presentazione del progetto che, a livello tecnico e per questioni di area archeologica, è stata bloccata. Adesso è intervenuta anche la Soprintendenza con le dovute verifiche e – conclude il primo cittadino – sicuramente si aprirà una partita legale. Ad oggi la questione non è se i lavori si faranno o meno, ma che non sono autorizzati”. Parole che sicuramente faranno tirare un sospiro di sollievo, almeno momentaneo, a chi si dice preoccupato per il valore storico e simbolico dell’area che, come gran parte della storia, rischia di essere affiancata dalla modernità.  

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