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Nidi, opposizioni sul piede di guerra: “Zuccarini e Ugolinelli si dimettano”

In una nota le forze di centrosinistra di Foligno hanno evidenziato le criticità che stanno interessando i servizi per l’infanzia. Tra i punti caldi l'aumento delle rette a Borroni dove, denunciano, sarebbe rimasta una sola bambina

Pubblicato il 2 Ottobre 2026 15:36

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“Chiediamo le dimissioni del sindaco Zuccarini e dell’assessore Ugolinelli”. È quanto si legge in una nota delle forze di opposizione di Foligno, sul piede di guerra sul fronte dei nidi cittadini, soprattutto a seguito dell’aumento di 165 euro della retta nella struttura di Borroni. 

Un incremento che ha spinto la maggior parte delle famiglie con figli iscritti al nido “Innamorati” a cercare soluzioni alternative come babysitter, l’inserimento dei piccoli in liste di attesa di altre strutture o supporto attraverso la rete familiare. 

Così sembra che ad oggi, secondo quanto denunciato dalle forze di opposizione, sarebbe presente una sola bambina al nido di Borroni. “Una sola bambina, che avrebbe dovuto trovare lì altri bambini e bambine, fulcro dell’esperienza dei nidi comunali, e invece si trova da sola in un asilo vuoto”.

La domanda che a questo punto il centrosinistra rivolge all’amministrazione è quale futuro abbia in mente “per i servizi educativi della città”. Per l’opposizione però il caso di Borroni non può essere considerato come un episodio isolato, “ma va letto insieme alle difficoltà che da mesi attraversano i nidi comunali di Foligno: le liste d’attesa, le preoccupazioni delle famiglie, le criticità organizzative e le scelte sul futuro di un servizio che per oltre cinquant’anni ha rappresentato un’eccellenza della nostra città”. 

Difesa e supportata dalle forze di centrosinistra, l’azione del comitato dei genitori “Infanzia Bene Comune” che “ha portato avanti una battaglia importante, fatta di mobilitazione, incontri e richieste di confronto, per difendere i nidi comunali e il loro carattere pubblico. Un impegno sostenuto da tante famiglie, cittadine e cittadini che non si sono rassegnati all’idea – proseguono – che un servizio fondamentale per la comunità possa essere progressivamente indebolito”.

L’opposizione ha poi incalzato sulla vicenda del tempo prolungato che ha riguardato l’esternalizzazione, a partire da quest’anno, delle code orarie in quattro asili nido comunali. “Il ricorso alle cooperative – segnalano – ha consentito a tutte le famiglie di accedere al servizio, ma il passaggio dalle educatrici comunali al personale delle cooperative è accompagnato da difficoltà organizzative e da una gestione confusa che solleva interrogativi sulla programmazione, sul coordinamento e sulla continuità educativa, con fogli presentati solo il giorno prima dell’avvio del servizio e la minaccia di non poter lasciare i propri figli fino alle 15.30”.

Per il centrosinistra, inoltre, garantire un servizio non basta: “Occorre assicurare che funzioni bene, nell’interesse dei bambini, delle famiglie e di chi ogni giorno lavora nei nidi”. 

Un quadro cui si aggiunge la situazione di Borroni “che richiede risposte immediate e trasparenti”. Da qui l’invito dell’opposizione cittadina a rispondere a una serie di domande. “Quali sono le ragioni di una presenza così ridotta? Quali prospettive vengono garantite al servizio? Qual è il progetto dell’amministrazione – incalzano – per i nidi comunali e per le famiglie che ne hanno bisogno?”.

“Non è accettabile che, di fronte a problemi così rilevanti – aggiungono -, manchino una prospettiva chiara e una programmazione capace di prevenire le criticità anziché inseguirle”. Da mesi infatti, sottolineano, “assistiamo a una gestione che non restituisce certezze, mentre le famiglie chiedono risposte e il comitato ‘Infanzia Bene comune’ continua a sollecitare un confronto concreto”.

Per l’opposizione, inoltre, le responsabilità non possono ricadere “sugli uffici, sul personale educativo o sulle cooperative. Le scelte sul modello di gestione, sull’organizzazione dei servizi e sulla programmazione delle risorse sono scelte politiche. E chi governa la città deve assumersene la responsabilità”. Ragioni che hanno spinto il centrosinistra cittadino a chiedere le dimissioni del sindaco e dell’assessore alla Scuola.

Una gestione, quella della situazione dei nidi comunali, che ha messo in evidenza “una grave difficoltà nel programmare, organizzare e tutelare un servizio essenziale per la comunità. Non si può continuare a chiedere fiducia alle famiglie – aggiungono – senza offrire garanzie concrete sul presente e sul futuro dei servizi educativi”. 

“I nidi comunali – proseguono – non sono un costo da contenere né un problema da risolvere attraverso soluzioni emergenziali. Sono un investimento sul futuro, un diritto per le famiglie e un patrimonio pubblico costruito in oltre mezzo secolo di esperienza e competenze”. 

A margine della nota le forze di opposizione sottolineano la disponibilità a discutere della questione con la città in un consiglio comunale aperto. Momento durante il quale il centrosinistra dubita che l’amministrazione “sarà in grado di arrivare con proposte concrete e non con soluzioni temporanee”.

Fatima Tomassini
Fatima Tomassini
Giornalista pubblicista

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