“Il consiglio comunale aperto si è trasformato nell’ennesima dimostrazione di una maggioranza che fatica a confrontarsi con i problemi della città”. È questo il commento delle forze di opposizione cittadine a margine del consiglio comunale aperto dello scorso 15 ottobre, convocato per discutere della situazione dei nidi cittadini.
Un’assise riunita alla luce delle problematiche riscontrate nei servizi educativi 0-3 anni della città, con l’intento di aprire un dibattito con i genitori dei figli iscritti alle strutture comunali di Foligno. Questioni al centro del dibattito pubblico e politico dall’inizio dell’anno. Ad alimentarlo nello specifico, nell’ultimo periodo, l’incremento delle rette del nido “Innamorati”, passate da 495 a 693 euro dopo il cambio di gestione affidato a la cooperativa “La Piramide”.
Secondo il centrosinistra cittadino il consiglio comunale aperto sarebbe dovuto essere l’occasione per “dare risposte alle famiglie, affrontare le criticità e assumersi responsabilità precise”, mentre dal punto di vista dell’opposizione è stato – come detto – la dimostrazione di un’amministrazione che “quando viene chiamata a rispondere del proprio operato, preferisce spesso il silenzio alla chiarezza”.
“Il dato politico più evidente è stata la sostanziale assenza – hanno detto – di interventi da parte della maggioranza”. L’opposizione ha lamentato la mancanza di confronto politico “all’altezza della situazione, proprio sui temi che riguardano quotidianamente bambini e famiglie”.
“È un fatto grave – hanno ribadito -. Perché chi governa non può limitarsi a occupare le istituzioni: deve spiegare le proprie decisioni, rispondere alle domande e dimostrare di avere una strategia. E soprattutto non può pretendere che siano soltanto i cittadini, i comitati e le opposizioni a sollevare problemi e avanzare proposte”.
Sulla situazione del nido di Borroni il centrosinistra ha sottolineato come, prima la struttura venisse presentata “come un esempio positivo, poi, quando si arriva alle criticità, si cerca di scaricare le responsabilità su chi non governa la città da oltre sette anni. Una ricostruzione che non regge alla prova dei fatti e che rivela tutta la difficoltà di questa amministrazione ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità”.
Alla luce del fatto che Borroni viene presentata come una struttura modello “l’amministrazione deve spiegare con chiarezza perché siano emerse le criticità denunciate e rispondere nel merito delle questioni sollevate sulla procedura di gara”. Se invece esistono problemi per la minoranza, “non è sufficiente rivendicare i presunti meriti di una scelta e attribuire ad altri le difficoltà che ne derivano”.
A meritare risposte, come sottolineato, “le questioni poste dal Comitato ‘Infanzia bene comune’, anche su mense scolastiche, tariffe, trasporto scolastico, sicurezza e microclima degli ambienti frequentati dai bambini”.
Le forze di opposizione hanno poi incalzato sui nidi comunali, rispetto ai quali ritengono inaccettabile che “una scelta organizzativa venga presentata come l’unica strada possibile, senza un confronto serio sulla qualità del servizio, sulla continuità educativa e sulla gestione del passaggio dalle educatrici comunali al personale delle cooperative”. La questione in questo senso non è “negare il valore del tempo prolungato, che attraverso le cooperative è stato garantito a tutte le famiglie, ma capire come sia stata gestita la transizione e come si intendano prevenire le criticità future”.
Inoltre, nella nota si legge come un consiglio comunale aperto non debba essere solo una “successione di interventi, senza un effettivo scambio tra le parti” senza uno “vero spazio di replica e di confronto diretto”. “Non basta – hanno aggiunto – ascoltare formalmente la città. Bisogna essere disposti a discuterne le questioni, a rispondere alle obiezioni e a mettere alla prova le proprie scelte. Altrimenti il rischio è che il confronto istituzionale diventi soltanto una vetrina, mentre i problemi restano irrisolti”.
Alla luce di tutto ciò il coordinamento di opposizione si è detto disponibile a promuovere “un nuovo momento pubblico di confronto sui servizi per l’infanzia, aperto alle famiglie, al Comitato Infanzia Bene Comune, agli operatori, ai sindacati, alle cooperative e a tutte le forze politiche interessate. Un’occasione per discutere nel merito delle criticità, mettere a confronto le proposte e costruire un percorso che non si esaurisca in una singola seduta consiliare”.
In campo anche la volontà di far istituire una consulta permanente e la costruzione di tavoli stabili di confronto tra Comune, gestori e famiglie, concretizzatosi proprio nel corso dell’ultimo consiglio comunale del 15 ottobre, quando attraverso del consigliere “dem” Tommaso Feliziani, la minoranza aveva proposto una mozione in questo senso.
“Su nidi, mense e trasporti non servono alibi, silenzi o scaricabarile. Servono rispose, responsabilità e una visione per il futuro dei servizi pubblici. Dopo oltre sette anni di governo, la maggioranza Zuccarini – hanno concluso – non può continuare a comportarsi come se fosse ancora all’opposizione”.


















