Costruire una vera cultura dell’accoglienza capace di trasformare la conoscenza in strumenti operativi per la vita di tutti i giorni. È questo il filo conduttore che ha animato il convegno “Autismo oltre lo sguardo – Prospettive cliniche, giuridiche e community network”, promosso dal Lions Club Foligno nella cornice del Complesso Museale di San Francesco a Trevi, in stretta sinergia con l’associazione Anffas “Per Loro” e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale trevana.
Un appuntamento di alto profilo scientifico e sociale, inserito nel solco delle direttrici del Lions International e del Distretto 108L, che ha visto a confronto neuropsichiatri, magistrati, rappresentanti delle istituzioni e del Terzo Settore. A tracciare il senso dell’iniziativa è stata Carla Ascani, responsabile distrettuale del Service Autismo e psicologa esperta della materia, richiamando l’urgenza di superare i pregiudizi verso lo spettro autistico, mentre il presidente del Lions Club Foligno, Mauro Zampolini, ha aperto i lavori ponendo l’accento sulla lettura corretta dei comportamenti: la disabilità non è una mera caratteristica individuale, ma il frutto dell’interazione con un ambiente che ha il dovere di facilitare, e non ostacolare, l’autonomia della persona. A portare il saluto della comunità è stato l’assessore all’Associazionismo Mirko Menicacci, in rappresentanza del sindaco Ferdinando Gemma, affiancato da Moira Paggi, presidente di Anffas “Per Loro”, che, dal canto suo, ha ribadito il ruolo insostituibile della rete associativa a fianco delle famiglie.
L’analisi medico-scientifica ha, invece, visto protagonista la dottoressa Laura Cesarini, neuropsichiatra infantile, che ha passato in rassegna le diverse manifestazioni dello spettro e l’importanza di calibrare i sostegni. Focus specifico sulle difficoltà comunicative, le sensibilità sensoriali e i momenti di sovraccarico (gli overload, ndr), reazioni troppo spesso fraintese da chi non possiede le giuste chiavi di lettura. Comprendere cosa accade a livello percettivo significa infatti adattare il contesto e il linguaggio prima ancora di pretendere un adeguamento dalla persona.
Sul fronte delle azioni concrete è intervenuto Massimo Sabatini, per il Comitato autismo Lions del Distretto 108L, ricordando la missione del We Serve e i progetti finanziati anche con il contributo della Fondazione Lcif: dalle stanze multisensoriali alla pet therapy, dall’ippoterapia fino ai laboratori di autonomia. Tra i prossimi step firmati dal club folignate figura un’imminente cena inclusiva in cui alcuni ragazzi autistici lavoreranno in cucina al fianco dello chef Paolo Pani, oltre ai percorsi territoriali dedicati al “Dopo di Noi” coordinati con Maria Giulia Cirenei.
Uno dei passaggi più innovativi del convegno ha riguardato il comportamento da tenere nelle situazioni critiche e di emergenza sanitaria o di pubblica sicurezza. Quando un sovraccarico sensoriale rischia di essere scambiato per un atteggiamento oppositivo, diventano decisivi piccoli grandi accorgimenti: ridurre luci e rumori, adottare un tono rassicurante e coinvolgere chi conosce la persona.
Ambito approfondito, poi, sul piano del diritto dal dottor Diego Sebastiani, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, che ha illustrato le garanzie processuali riservate ai soggetti vulnerabili. Per la magistratura, la tutela delle garanzie deve superare il formalismo burocratico traducendosi in modalità di audizione e ascolto realmente rispettose della dignità e della comprensione individuale.
La tavola rotonda finale — animata da Mauro Zampolini, Laura Cesarini, Diego Sebastiani, Elisabetta Todeschini e Moira Paggi — ha toccato i temi cruciali dell’inclusione scolastica e del diritto a un progetto di vita personalizzato. Intenso il ricordo portato da Moira Paggi sull’episodio avvenuto durante l’ultimo Ottobre Trevano, quando una richiesta di silenzio avanzata da un ragazzo autistico ha trovato l’immediato e spontaneo rispetto di un’intera piazza gremita: la prova tangibile di come l’inclusione passi attraverso la consapevolezza collettiva.
Il convegno non si è chiuso con dei semplici propositi, ma con una roadmap operativa ben precisa: la stesura di un vademecum per la gestione delle emergenze, il lancio di una campagna social contro la disinformazione, l’attivazione di percorsi formativi dedicati alle Forze dell’Ordine e il consolidamento del network tra scuola, sanità, magistratura e associazionismo. Per far sì che l’inclusione, da principio astratto, diventi prassi quotidiana sul territorio.


















