Un festival che nasce dalla curiosità, dalla voglia di scoprire nuovi suoni, linguaggi e modi diversi di fare e ascoltare musica. Così questa mattina (mercoledì 28 ottobre) è stato presentato, nella cornice del Museo diocesano di Foligno, Young Jazz, che quest’anno tornerà in scena tra concerti, laboratori, attività per bambini e conferenze, ma anche percorsi dedicati all’inclusione.
“Quella della curiosità – ha detto Giulia Battisti, presidente dell’Associazione culturale Young Jazz – è un’attitudine che continuiamo a coltivare costruendo anche occasioni in cui il pubblico possa lasciarsi sorprendere, incontrando anche gli artisti. Il legame con Foligno – ha aggiunto – è fondamentale: portare la musica nei palazzi della città e collaborare con realtà che la abitano significa anche far crescere un progetto condiviso al quale ognuno di noi contribuisce con le proprie energie”.
Ad illustrare gli eventi in calendario Dan Kinzelman, direttore artistico di Young Jazz, che ha spiegato innanzitutto come il programma sarà diviso in tre momenti. Si partirà con il “Countdown”, in programma per il 5, 26 e 27 novembre, che spazierà dalla musica classica al teatro musicale, fino alla tradizione bandistica, presentando visioni artistiche forti e diversificate.
Si proseguirà poi con il “Moult Festival”, previsto per il 6, 7 e 8 dicembre: un viaggio di scoperta condivisa che metterà in dialogo improvvisazione, ricerca, radici, videoproiezione sperimentale, suono e corpo, con quattro concerti in meno di 24 ore. A chiudere la rassegna, il 10 dicembre, sarà la sezione “Community” dedicata al sociale e al protagonismo delle persone con disabilità attraverso la musica, l’improvvisazione e la condivisione. Tutti appuntamenti pensati per dare spazio alla scena musicale underground nazionale e internazionale, coinvolgendo vari spazi della città come l’Oratorio del Crocifisso, il Nuovo Cinema Vittoria, palazzo Candiotti, lo Spazio Astra e il Circolo Arci Subasio.
“Ad essere particolarmente presente quest’anno – ha spiegato Dan Kinzelman – sarà il rapporto tra il pubblico e gli artisti, con incontri dedicati. Tra queste una conferenza con Stefano Zenni, uno degli artisti più autorevoli del jazz italiano”. Tra gli elementi cardine del programma dell’edizione 2026 anche il rapporto tra radici e futuro, “il progetto musicale di ogni artista – ha sottolineato il direttore artistico – porta un’idea di rinnovamento, molti però sono collegati anche ad aspetti e linguaggi musicali del passato”.
Ulteriore elemento che verrà portato all’attenzione del pubblico sarà l’idea del corpo e del gesto. “Nell’epoca in cui viviamo – è intervenuto Kinzelman -, in cui siamo sempre attaccati ai dispositivi, è molto importante tornare a creare occasioni per incontrarsi con i corpi”. In questo senso rientrano nel programma momenti dedicati all’ascolto di strumenti acustici, “strumenti in cui è visibile la corrispondenza fra gesto e suono”.
Kinzelman ha spiegato poi come le attività di “Community” daranno seguito a quanto fatto lo scorso anno. “Verrà portato avanti il lavoro di ‘Nota cosmica’ – ha detto il direttore artistico – insieme al centro diurno de La Serra di Borroni, in collaborazione con la cooperativa Dinamica, insieme a Federico Scettri e Joe Rehmer. I lavori sono già iniziati e verranno portati avanti con otto incontri di due ore ciascuno in cui verrà data voce alle sensazioni del corpo per poi passare agli strumenti a percussione”. Percorso, che verrà restituito con uno momento in programma per il 10 dicembre a palazzo Candiotti.
Presente alla conferenza stampa anche Cristiano Antonietti, segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, che sostiene l’evento. “Sono diversi anni che la Fondazione – ha evidenziato – sostiene Young Jazz, una realtà associativa profondamente radicata nel territorio che produce un’offerta culturale di qualità coniugata a una forte attenzione al sociale e che quindi restituisce valore alla città”. “Non si tratta solo di una serie di eventi culturali – ha aggiunto – ma di appuntamenti dedicati all’espressione, al linguaggio musicale, alla ricerca e alle contaminazioni fra i diversi linguaggi”.
Per il programma completo della rassegna è possbile consultare il sito di Young Jazz.


















