Duecentomila euro a sostegno delle attività sociali, educative e formative realizzate nelle parrocchia. A tanto ammonta lo stanziamento della Regione Umbria per il 2026 e che sarà assegnato alla Regione Ecclesiastica Umbria – Conferenza Episcopale Umbra nell’ambito della nuova Convenzione 2026, sottoscritta anche con Anci Umbria. Un’intesa che, spiegano dall’Ente di palazzo Donini, definisce modalità di attuazione, monitoraggio e rendicontazione degli interventi, rafforzando il raccordo con le Zone sociali, i Comuni e le istituzioni scolastiche.
La presidente Proietti e l’assessore regionale al Welfare e politiche giovanili, Fabio Barcaioli, parlano di una “scelta precisa”, sottolineando la volontà di “investire nei luoghi in cui ogni giorno si costruiscono relazioni, fiducia e futuro”. “Gli oratori – hanno dichiarato a questo proposito – sono presìdi educativi di straordinario valore, capaci di intercettare i bisogni dei più giovani e delle famiglie, di prevenire il disagio e di offrire occasioni concrete di partecipazione e crescita”. Mentre lo stanziamento viene apostrofato come “un patto con le comunità umbre, fondato sulla responsabilità condivisa di non lasciare indietro nessuno”.
Il tesoretto stanziato dalla Regione andrà a finanziare, nello specifico, attività educative e di aggregazione, centri ricreativi e sportivi, percorsi di inclusione e recupero per ragazze e ragazzi esposti a marginalità, devianza minorile o disabilità, interventi di riqualificazione degli spazi e iniziative di formazione sociale. Particolare attenzione sarà rivolta all’accompagnamento allo studio, al sostegno dell’apprendimento e al contrasto della povertà educativa.
La convenzione sottoscritta, inoltre, assicura che i progetti siano preventivamente condivisi con le Conferenze di Zona, attraverso il raccordo con gli Enti capofila delle Zone sociali. Una scelta che punta a rendere gli interventi aderenti alle esigenze dei territori e pienamente integrati nella rete regionale dei servizi educativi e sociali. Le risorse saranno ripartite tra le Diocesi umbre sulla base della popolazione residente tra 6 e 18 anni. Il 50% sarà destinato al funzionamento ordinario degli oratori e il restante 50% a progetti specifici condivisi con le Zone sociali di riferimento, in coerenza con la programmazione territoriale.


















