La raccolta delle olive quest’anno sta andando molto bene, le piante e i frutti sono in salute e le recenti piogge hanno dato sollievo alle coltivazioni. In Umbria e a Foligno, si sa, ottobre fa rima con olio nuovo e ormai da giorni raccoglitori e produttori sono al lavoro tra gli olivi per raccogliere il pregiato frutto che in questa stagione donerà un prodotto di elevata qualità.
A tracciare il quadro della stagione dell’“oro verde” è il presidente di Assoprol (l’associazione di produttori olivicoli dell’Umbria), Marco Viola, che ha spiegato come la stagione attuale stia portando “quantità superiori rispetto allo scorso anno”. “Inoltre – ha detto – non ci sono problematiche di patogeni: le olive sono sanissime e stiamo avendo una bellissima stagione”.
Situazione positiva resa possibile anche dalle piogge di settembre e ottobre che, dopo il caldo estremo e la siccità di quest’estate, hanno dato sollievo alla terra. Le alte temperature, infatti, “hanno creato qualche problematica da un punto di vista idrico, ma non c’è stato un vero e proprio stress per le piante. Le ultime piogge hanno reintegrato l’acqua che sta contribuendo a far sì che le olive abbiano una buna estrazione di olio e, fondamentalmente, un prodotto di alto qualità. Stiamo riscontrando – ha aggiunto – una buona quantità anche a livello di resa”.
In linea con gli anni precedenti l’inizio della raccolta. “È cominciata come al solito con il mese di ottobre – ha sottolineato – e sta andando avanti in modo equilibrato in tutta al regione. Le varie zone avranno probabilmente una buona raccolta sia in termini quantità – ha ribadito -, ma soprattutto di qualità”.
Il prezzo del prodotto finale risentirà inevitabilmente, come nel caso di tutti gli altri settori, dell’incremento dei costi. “Il carburante agricolo – ha sottolineato Viola – è aumentato, così come i concimi e la gestione della filiera del confezionamento, visto l’incremento del prezzo dell’energia elettrica e del packaging. Fattori che andranno ad incidere sul costo finale dell’olio”.
Per i produttori oggi il tema principale “è la sostenibilità ambientale, ma sicuramente anche quella economica. Bisogna dare valore aggiunto alle produzioni locali per avere un reddito che possa mantenere le aziende e permettere poi il ricambio generazionale di cui l’agricoltura ha bisogno”.
Alla luce anche della crisi che stanno affrontando gli olivicoltori del Sud Italia, anche a causa della diminuzione del prezzo dell’olio, quali sono le difficoltà che incontrano i produttori umbri? Tra queste c’è sicuramente il “cambiamento climatico”, ha spiegato. “Se non piove nelle produzioni si crea un grande disagio – ha proseguito -. Questo ci aiuta a capire che è necessario cominciare a mettere in atto un’agricoltura più attenta e puntale per quanto riguarda l’irrigazione, ad esempio con laghetti di gestione delle acque”.
Dall’altra parte – come accennato -, c’è il tema dei costi. “Si parla delle difficoltà in Puglia – ha evidenziato – perché è il più grande bacino di produzione. Basti considerare che lì si produce più del 50% del prodotto nazionale, mentre in Umbria rappresentiamo il 3%. Per noi, quindi, l’agricoltura non è un settore estremamente importante dal punto di vista del volume ma importantissimo sotto il profilo della qualità. Da noi – ha concluso – si producono oli eccellenti”.


















