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Pasta Julia, out-out dei sindacati alla Spa

Pubblicato il 26 Luglio 2014 14:01 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:56

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Ormai stanchi di continui rinvii, i sindacati dicono ancora una volta basta. E lo fanno, tornando a minacciare l’istituzione di una commissione d’inchiesta che faccia chiarezza sulle vicende che da ormai un anno a questa parte accompagnano i 47 lavoratori dello stabilimento spellano di Pasta Julia. A finire nel mirino delle sigle sindacali è ancora una volta la proprietà, ed in particolare due dei tre soci della Spa, ossia Angelo Porzi e Giuliano Scarponi. “Continuano ad osteggiare e soprattutto posticipare le scelte atte a salvare l’azienda e soprattutto a garantire la continuità produttiva e la salvaguardia di tutta l’occupazione”, denunciano in una nota Augusto Paolucci e Loreto Fioretti, rispettivamente della Flai Cgil e Fai Cisl. “I fatti – proseguono – ci dicono che nel corso dell’ultima assemblea – lo scorso 24 luglio – i due soci, irresponsabilmente immersi nei loro infiniti litigi, si sono attaccati a futili cavilli burocratici per rinviare l’assemblea, fregandosene dell’impatto  drammatico sulla credibilità del marchio e sulla dignità ed il futuro di 47 lavoratori”. Le due sigle sindacali non ci stanno e ci vanno giù pesante, aggiungendo: “Ci verrebbe da chiedere, se non sono capaci di difendere i loro interessi dal fallimento come possono amministrare le scelte di un azienda che ha un grandissimo impatto sociale su tutto il nostro territorio?”. Da qui un nuovo appello alle istituzioni, chiamate ad intervenire nell’ormai annoso “affaire” Pasta Julia per salvaguardare il futuro delle 47 famiglie coinvolte. Per i sindacati una soluzione potrebbe essere quella di azzerare l’attuale consiglio di amministrazione dell’azienda, come avvenuto solo poco tempo fa anche in un’altra realtà umbra, quella della Novelli dove le lotte intestine tra pochi avevano messo a repentaglio il futuro di molti. “Non appena si è riusciti a mettere da parte i soci – spiegano – le istituzioni (in quel caso il ministero allo sviluppo economico) ha nominato un nuovo cda, composto da tecnici esterni e fuori dalle logiche aziendali che hanno attuato quelle scelte che oggi, a distanza di soli 2 anni, hanno permesso all’azienda di riconquistare quelle fette di mercato per uscire dal concordato e soprattutto senza  perdere nessun posto di lavoro”. Così, dopo gli ultimi fatti Fai Cisl e Flai Cgil lanciano l’out-out alla proprietà, che avrà tempo fino alla prossima assemblea – fissata al primo di agosto – per dirimere le questioni interne. “Se anche allora non sarà presa la decisione definitiva per mettere fine a questa brutta pagina – dichiarano Paolucci e Fioretti – con la garanzia come già scritto nella diffida della proposta  migliore a garanzia dei creditori, della continuità produttiva aziendale e soprattutto di tutte le maestranze, chiederemo l’immediata istituzione di una commissione di inchiesta”.

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