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Foligno, la maggioranza si spacca sull’alta velocità: cortocircuito in corso?

Nel corso della seduta del consiglio comunale del 9 giugno FdI ha presentato una mozione per spingere il sindaco ad attivarsi con la Regione sul tema, ma Lega e Forza Italia hanno bocciato la proposta astenendosi dal voto finale

Pubblicato il 10 Giugno 2026 17:56 - Modificato il 10 Giugno 2026 17:57

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Fratelli d’Italia presenta una mozione sull’alta velocità, Forza Italia si astiene dall’urgenza, la Lega presenta due emendamenti, Fratelli d’Italia li definisce “inacettabili” ma poi vota a favore e, infine, Lega e Forza Italia si astengono dal voto, facendo arenare il testo originale della mozione. Che sia stato un cortocircuito o una manovra corale mal pensata, la maggioranza folignate per la prima volta si è spaccata.

La cronaca condensata di quello che è avvenuto ieri (martedì 9 giugno) in consiglio comunale è preziosa per comprendere quanto tali fatti abbiano dell’insolito, almeno rispetto a quanto visto negli ultimi anni. Ad essersi palesato per palazzo Orfini Podestà è quello che rischia di essere un serio problema per la stabilità politica dell’amministrazione.

Ma andiamo con ordine. Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale di Foligno, i consiglieri di Fratelli d’Italia hanno presentato con urgenza una mozione che puntava ad impegnare il sindaco Stefano Zuccarini e la giunta ad attivarsi perché la Regione stanziasse le risorse necessarie a portare e mantenere l’alta velocità a Foligno, utilizzando i fondi derivanti dall’aumento della fiscalità. Dopo l’illustrazione del testo è avvenuto qualcosa che ha fatto ben più scalpore della prevedibile contrarietà dell’opposizione.

Il primo campanello d’allarme per la maggioranza si è presentato subito, non appena è arrivato il momento di votare l’urgenza, approvata con 10 voti favorevoli e 9 contrari. Ma a pesare sono state quattro astensioni, giunte proprio dagli scranni dei consiglieri di Forza Italia.

Arrivato il momento di discutere e di votare il testo della mozione, la coalizione però ha continuato a scricchiolare. Il neo capogruppo Lega, Mauro Malaridotto (dopo il passaggio di testimone con Marco De Felicis annunciato proprio durante la seduta del 9 giugno, ndr), ha presentato ben due emendamenti, che il consigliere di FdI, Leonardo Pacini, non ha atteso a definire “inaccettabili”. 

La spaccatura è, quindi, diventata evidente: gli azzurri hanno voltato le spalle alla mozione sin dal principio, la Lega ha avanzato delle questioni sulla proposta e i meloniani non hanno arretrato di un passo, arroccati sulle proprie posizioni.

È in questo paradosso politico che, però, con sorpresa degli stessi consiglieri di minoranza, è avvenuto il vero e proprio cortocircuito, se vogliamo ancor più paradossale: Fratelli d’Italia ha votato a favore degli emendamenti. Si, proprio quegli emendamenti che poc’anzi erano stati definiti “inaccettabili”. Che sia stato per ottenere il supporto del Carroccio nelle votazioni finali della mozione? 

Fatto sta che, in ogni caso, gli emendamenti non hanno ottenuto abbastanza voti per passare, data la rinnovata astensione di Forza Italia e dei rappresentanti di Più in Alto e Stefano Zuccarini Sindaco, Federica Piermarini e Pier Francesco Pinna. 

In ultima battuta, dunque, a votare a favore del testo originale della mozione si sono ritrovati soltanto in sei, i consiglieri di Fratelli d’Italia e di Più in Alto presenti, che hanno visto così arenarsi il testo proposto. 

Per la prima volta, la maggioranza non si è comportata da tale, rinunciando ad agire secondo il concetto di coalizione e lasciando aperti spiragli importanti, che, a tre anni dal voto, rischiano di diventare voragini. 

Da sottolineare, in particolare, la posizione di Forza Italia, che sin dal principio ha mantenuto la sua astensione, rispetto alla mozione sull’alta velocità, che si è confermata sia in fase di votazione degli emendamenti che del testo finale. Che possa essere questo un sequel del “ratto di Nicola Badiali”, che un mese fa ha visto il partito del vicesindaco Riccardo Meloni sottrarre il consigliere alle fila della lista Stefano Zuccarini sindaco?

A questo punto rimangono aperti vari quesiti: non c’è stata partecipazione tra i consiglieri prima della presentazione del testo? Perché Fratelli d’Italia ha ritenuto inaccettabile la posizione della Lega per poi sostenerla? I rapporti tra i rappresentanti dei partiti di governo sono ai ferri corti? 

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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